BORSE DI STUDIO

La formazione universitaria  e post-universitaria può essere sostenuta attraverso borse di studio e di ricerca, progetti ed erogazioni a favore degli studenti più meritevoli. La Fondazione Spinola sostiene chi ambisce a completare la propria formazione culturale, approfondendo le strette correlazioni che legano la storia della città di Genova alle “famiglie storiche” del ceto dirigente genovese, in particolare alla famiglia Spinola. L’analisi della documentazione archivistica e la trasposizione in chiave multimediale ed interattiva dei risultati attraverso il sito della Fondazione ed i social media rappresentano le nuove frontiere della ricerca e di un linguaggio che sia allo stesso tempo moderno, scientifico e divulgativo.

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I destinatari di borse di studio e/o contributi allo studio messi a disposizione da parte di alcuni membri della famiglia Spinola nel corso degli ultimi anni rispondono direttamente alle tue domande.

Antonio Musarra (1983), laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Genova (2007) e in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Genova-Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (2012), diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Genova (2012), ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di San Marino (2012) con una tesi sulla partecipazione genovese al movimento crociato e sui rapporti politici, economici e culturali tra Genova e la Terrasanta nel XIII secolo. Ahmanson Fellow 2016-2017 presso Villa I Tatti (Harvard University), docente a contratto di Paleografia latina presso il Dipartimento di storia, scienze dell’uomo e della formazione dell’Università degli Studi di Sassari (2017-2018), assegnista di ricerca presso il Dipartimento di eccellenza SAGAS (Storia, Archeologia, Geografia, Arte, Spettacolo) dell’Università degli Studi di Firenze (2017-2018; 2018-2019), ha all’attivo un’ampia partecipazione a convegni nazionali e internazionali, nel corso dei quali ha presentato i risultati delle proprie ricerche, incentrate sulla storia del Mediterraneo, sulla storia della crociata e della partecipazione italiana al movimento crociato, sulla storia della navigazione e della guerra navale, sulla storia del viaggio e del pellegrinaggio e sulla storia politica, economica e sociale delle città italiane. Il 27 marzo 2018 ha ottenuto l’abilitazione alle funzioni di professore di II fascia. Settore concorsuale 11/A1 – Storia medievale (art. 16, comma 1, Legge 240/10).

Tra le sue pubblicazioni: Genova e il mare nel Medioevo, Bologna, il Mulino, 2015; In partibus Ultramaris. Genova, la crociata e la Terrasanta, secc. XII-XIII, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2017; Acri 1291. La caduta degli stati crociati, Bologna, Il Mulino, 2017; 1284. La battaglia della Meloria, Roma-Bari, Laterza, 2018; Il crepuscolo della crociata. L’Occidente e la perdita della Terrasanta, Bologna, Il Mulino, 2018; Processo a Colombo. Scoperta o sterminio?, Viareggio, La Vela, 2018.

1 gennaio-31 dicembre 2015

Nel corso dell’anno 2015 ho ottenuto un contributo finanziario da parte della Fondazione Spinola per una ricerca intitolata «Gli Spinola tra XII e XIII secolo», che mi ha permesso di svolgere una serie ricerche presso l’Archivio di Stato di Genova e la Biblioteca della Società Ligure di Storia Patria, incentrate sul ruolo della famiglia Spinola nel contesto locale. Il mio interesse per gli Spinola s’inserisce nel quadro d’un vasto progetto volto a rileggere la vita economica e politica genovese dei secoli XII-XIV. In quanto parte delle cosiddette «quatuor gentes», gli Spinola rappresentano, in questo periodo – assieme ai Doria, ai Fieschi e ai Grimaldi –, una delle principali famiglie attorno alle quali si polarizza il gioco delle fazioni. Un gioco eminentemente politico, che conosce, presto, una dimensione sovralocale, nell’avvicinarsi allo schieramento ghibellino, e territoriale, nell’acquisizione dei cosiddetti “feudi spinolini” in Oltregiogo. La mia ricerca ha inteso cogliere tali sviluppi partendo dalle prime notizie a disposizione sulla famiglia; ciò che ha portato alla stesura d’un lungo saggio intitolato Gli Spinola a Genova nel XII secolo. Ascesa economica, politica e sociale di un casato urbano, edito in «Atti della Società Ligure di Storia Patria», n.s., LVII (2017), pp. 5-65 [ISSN: 2037-7134].

1 gennaio-31 dicembre 2017

La Fondazione ha mostrato sempre grande interesse nei confronti dei miei studi. Nel corso dell’anno 2017 ho ottenuto un altro contributo finanziario che mi ha permesso di allargare la ricerca al secolo XIII, concretizzandosi nella realizzazione di alcune voci per il Dizionario Biografico degli Italiani, in corso di stampa per l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana [ISBN: 978-88-12-00032-6]: Spinola, Oberto (sec. XII); Spinola, Guido; Spinola, Oberto (sec. XIII); Spinola, Corrado; Spinola, Odoardo; Spinola, Eliano. Al contempo, sia la Fondazione, sia un contributo privato di un membro della famiglia Spinola hanno permesso la pubblicazione, presso l’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, della mia tesi dottorale: In partibus UltramarisI Genovesi, la crociata e la Terrasanta (secc. XIIXIII), Roma, ISIME, 2017, pp. 784 [ISBN: 978-88-98079-52-0].

Silvia Melogno (1980)

Avendo vissuto l’infanzia in Valle Scrivia, sono cresciuta all’ombra di castelli e palazzi che poi rilevai essere Spinola. Queste costruzioni, per chi conosce l’aspra natura di questi luoghi, la loro frugalità ed essenzialità, sono eminenze, rarità e preziosità; i castelli si distinguono per la loro arditezza e forza intrinseca, i palazzi per sovranità rispetto alle modeste case degli antichi borghi. Il fascino e la suggestione che ancora oggi emanano colpirono ancor più la fantasia di una bambina e ciò è stato primario stimolo nello spingermi a volerne “sapere di più”. L’incanto fanciullesco, misto sicuramente ad una naturale predisposizione per l’arte e l’architettura, condizionarono non poco le mie successive scelte. L’avere un “sogno” da realizzare e in cui credere, poi trasformato in obiettivo da raggiungere, fu (ed è tuttora) il motore e l’essenza stessa delle mie ricerche.

2007 – Laurea quinquennale in Architettura presso l’ateneo di Genova dal titolo “L’impronta architettonica, eredità degli Spinola di Ronco Scrivia. Recupero dell’antico tracciato viario in relazione alle emergenze storiche ed al contesto paesaggistico-ambientale”. Relatore: Prof. Giovanni Paolo Rava, docente di Tecnologia del recupero, II modulo; Correlatore: Arch. Bruno Repetto, libero professionista curatore, fra l’altro, della risistemazione del Castello della Pietra a Vobbia e del Castello di Borgo Fornari. L’indirizzo della tesi indica espresso interesse verso le tematiche del recupero e del restauro nonché una spiccata sensibilità verso il paesaggio, il rispetto del territorio e l’interazione tra architettura e natura.  La prova prendeva in considerazione due fra i più importanti edifici storici del borgo: Palazzo Spinola, attuale sede comunale ed il Castello, oggi, purtroppo ridotto a rudere. L’analisi architettonica di queste costruzioni nacque sia per rispondere ad esigenze pratiche, in quanto il Comune mancava di un rilievo e di una relazione pertinente la propria sede, così come per il Castello.

2008 – Pubblicazione di una parte rivisitata della tesi di laurea sui “Quaderni della Comunità Montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera” nell’articolo “Palazzo Spinola di Ronco” – finanziamento del Quaderno n 6 da parte della Fondazione Spinola.

Dal 2009 – Lavoro di studio ed approfondimento “Luoghi e personaggi Spinola”. Le ricerche hanno contribuito e contribuiscono alla costruzione del portale della Fondazione Spinola e, in generale, il lavoro è servito alla divulgazione pubblica e “globale” del patrimonio costruito dalla famiglia Spinola nel corso dei secoli e, non ultimo per importanza, alla “sponsorizzazione” delle ricchezze e della cultura di Genova, della Liguria, dell’Italia e delle emergenze internazionali legate al nome del nobile casato.

2009/2010 –  Progetto di recupero urbano del cosiddetto “Ghetto”, intero isolato nel centro storico della città condotto per conto di uno studio di architettura specializzato in restauro architettonico. In precedenza si svolsero diversi periodi di lavoro presso altri studi di architettura ed ingegneria.

2011 – Tirocinio universitario presso la “Rete Museale Alta Valle Scrivia e Alta Val Trebbia”, ente all’epoca diretto dalla Soprintendente Arch. Silvana Balbi.

2014 – Ricerca/indagine condotta per identificare l’attribuzione di un dipinto su commissione di un importante gallerista di arte contemporanea di Albenga.

2017 – Conseguimento della seconda laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo storico-artistico, dal titolo “Gli Spinola: storia dell’insediamento sul territorio tra Genova e l’Oltregiogo”. Referente: Prof.ssa Laura Stagno, docente di Storia dell’Arte della Liguria in età moderna; Coreferente: Prof. Luca Lo Basso, docente di Storia marittima e navale, esperto, fra l’altro, dei rapporti marittimi-commerciali che Genova e i suoi illustri uomini ebbero nel Mediterraneo. La tesi, in questo caso, diede l’opportunità di raggruppare in un unico lavoro organico i plurimi temi Spinola affrontati fino a quel momento. Gli argomenti maturati nell’ambito della Fondazione furono rivisti, ampliati di nuovi contributi pertinenti la sfera artistica e risistemati un una “summa” che costituì parte del corpus dell’esame. Si conclusero inoltre molti degli argomenti che, aperti in seno alla Fondazione, si erano poi abbandonati. La laurea fu sia “momento di raccolta di frutti maturi” sia, soprattutto, “tempo di semina di nuovi germogli”. In questo senso, tre furono i campi in cui maggiore si concentrò lo sforzo “propositivo”, il primo, di carattere prettamente storico, in cui si ricostruì una “Storia della famiglia Spinola, dalle origini alla caduta della Repubblica (1797)”, il secondo, riconsiderò il Genovesato con le ville Spinola, per cui fu completata la mappatura con studio delle singole emergenze, infine, si aprì ex novo l’argomento “Oltregiogo” che portò alla scoperta dell’esistenza di ciò che fu giustamente definito uno “Stato Spinolino”.

Un capitolo a sé è stato inoltre dedicato alla figura dell’illustre Capitano Ambrogio Spinola, pressoché dimenticata e trascurata in modo inspiegabile dalla storiografia genovese. Essa è stata studiata sia sotto il profilo storico sia artistico, in quanto se in vita fu, tra l’altro, committente di artisti del calibro di Peter Paul Rubens, di cui fu amico, e Anton Van Dyck, in morte, fu ragione e motivo per la costruzione di un complesso architettonico sito a Casalnoceto in provincia di Alessandria.

Terminato positivamente il corso di studi, il Prof. Luca Lo Basso propose di contattare la rivista “Novinostra-In Novitate”, alla quale potevano interessare alcuni passaggi della tesi. Dall’incontro con la redazione nacque un progetto letterario di ben più ampio respiro, infatti, si posero le basi per il disegno di un libro sui “Feudi Spinola d’Oltregiogo”. La rivista richiese un articolo in cui si spiegasse e si rendesse pubblica l’idea del piano editoriale. Il pezzo dal titolo “Feudi Imperiali Spinola in Oltregiogo: una proposta di progetto” uscì nel numero 4 del dicembre 2017.

In corso ad oggi, la Fondazione Spinola si è impegnata a contribuire, patrocinare ed appoggiare la mia prossima pubblicazione, ciò dimostra come questo “legame” sia persistente e porti buoni risultati, felici esiti.

Inutile e superfluo dire che, in via personale, l’arricchimento culturale tratto è stato notevole tanto, ormai, da poter riconoscere tre fasi di sviluppo. La prima, si è conclusa con la stesura della seconda tesi di laurea, nella quale sono confluiti tutti i precedenti studi condotti per la Fondazione e, come spiegato, dove progetti lì iniziati, sono stati portati a termine. La seconda, in corso d’opera, serve e servirà per la stesura del libro cui sto lavorando. La terza, desidero proiettarla nel futuro, infatti, penso che le ricerche fino ad ora condotte potranno servirmi sempre, per il domani, nella speranza di conseguire un lavoro e/o altre commissioni che facciano leva sull’esperienza acquisita.

Luca Sansone (15/07/1988) si è laureato in Scienze storiche, archivistiche e librarie presso l’Università degli Studi di Genova. Nel 2016 ha curato il volume “Lettere e carte politiche di monsignor Rivarola governatore di San Severino e Macerata” (Edizioni Internòs), pubblicato con il patrocinio del Comune di San Severino Marche e con l’associazione Studi Napoleonici – Fonti Documenti Ricerche.
Nel 2018 ha ricevuto un contributo dalla Fondazione Spinola per sviluppare un progetto di ricerca sulla figura di Cristoforo Spinola, ambasciatore genovese a Parigi negli anni della Rivoluzione francese. Le vicende di Cristoforo, costretto a fuggire a Londra e (tornato a Parigi) accusato di complotto, sono illuminanti per comprendere l’epoca travagliata in cui si consumò la fine della Repubblica di Genova. L’intenzione, in una prospettiva di più ampio respiro e nell’ambito di una rinnovata collaborazione con la Fondazione, sarebbe quella di partire da Cristoforo Spinola per poi analizzare le vicissitudini di altri membri della famiglia.

Clara Altavista (1969), laureata in architettura presso l’Università degli Studi di Genova e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica (Università IUAV Venezia). Già professore a contratto presso l’UNIGE, è abilitata quale professore di II fascia di Storia dell’architettura al concorso nazionale bandito dal MIUR. Ha collaborato con l’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (ISAL) e con la Scuola Normale Superiore di Pisa. Al suo attivo vi sono numerosi saggi su riviste specializzate nazionali e internazionali e due monografie.

La famiglia Spinola ha da sempre rappresentato, nel corso delle mie ricerche, un casato di riferimento fondamentale per lo studio della committenza architettonica a Genova tra XV e XVIII secolo, che è tra gli argomenti dei miei interessi. Già dalla tesi di laurea, seguita dal compianto Prof. Ennio Poleggi, dedicata all’analisi della cultura architettonica genovese tra Sei e Settecento attraverso l’analisi della proprietà immobiliare dell’Albergo dei poveri di Carbonara e di quella di alcuni suoi donatori, la famiglia Spinola è emersa per il suo ruolo peculiare. Grazie alle munifiche donazioni elargite all’istituzione filantropica da alcuni suoi esponenti – tra i quali voglio ricordare Battina Doria moglie di Franco Spinola, il canonico Giorgio Spinola qm Carlo e, soprattutto, Gio. Domenico Spinola juniore (1680-1751) – è stato possibile approfondire alcune vicende a oggi poco chiare o del tutto sconosciute legate ai loro palazzi genovesi di strada Nuova (gli attuali via Garibaldi 2 e 6) e di Vallechiara (via di Vallechira 2 annesso a palazzo Lomellini Patrone di largo Zecca 2), ma anche a importanti residenze collocate fuori dalla Repubblica, tra cui il palazzo romano oggi noto come “palazzo dei Convertendi”. Di questa dimora – importante episodio di storia dell’architettura italiana quale esito dell’ampliamento dell’originario palazzo del curiale viterbese Adriano de Caprinis progettato dall’architetto urbinate Donato Bramante nel 1505 e in seguito residenza del pittore Raffaello Sanzio – erano opache le fasi centrali del suo sviluppo architettonico e alla sua committenza, che si è scoperto risalire al cardinale Gio. Domenico Spinola del ramo di Vallechiara (1580-1646) e ai suoi eredi, i primi conti di Pezuela de los Torres (Antonio Filippo e Francesco Spinola qm Giacomo Maria), che lo hanno posseduto per alcuni lustri intorno alla metà del Seicento.

Grazie al finanziamento ricevuto dalla Fondazione Spinola nel secondo semestre del 2015, ho potuto approfondire ampiamente lo studio di questo importante palazzo cardinalizio, potendo soggiornare a Roma per consultare gli archivi di Stato e Storico del Comune, ma, soprattutto, per analizzare da vicino l’architettura dell’edificio – oggi trasformato a causa del taglio di via della Conciliazione –, riuscendo a scrivere un capitolo inedito della sua storia che chiarisce definitivamente un episodio apparentemente destinato a restare equivoco.

Nel corso della ricerca numerosi sono stati i confronti e gli aggiornamenti sullo stato dell’arte che ho avuto con la Fondazione, dalla quale ho sempre ricevuto sostegno e incoraggiamento a proseguire, tanto che auspico un ulteriore suo finanziamento per la pubblicazione dello studio su queste antiche residenze, affinché i nuovi dati e aneddoti emersi possano essere portati a conoscenza non solo degli studiosi di storia dell’architettura, ma anche di coloro i quali, sempre più numerosi, guardano con favore e interesse alla storia artistica di Genova e ai suoi retroscena, affollando periodicamente i palazzi della città vecchia in occasione dei Rolli Days.

ANNI 2012/2015
Scuola Normale di Pisa – Borsa di studio biennale assegnata alla dott.ssa Maria Rocca, tutor dott.ssa Marina Montacutelli. Titolo tesi: Terra, uomini e istituzioni: gli assetti proprietari delle risorse nei feudi Spinola d’Oltregiogo tra Età moderna e contemporanea.

ANNO 2006
Borsa di studio annuale riservata a neolaureati per un progetto di riorganizzazione e inventario degli archivi Spinola nonché di ricostruzione dell’albero genealogico della famiglia.

ANNI 2002/2003
Scuola Normale di Pisa – Borsa di studio biennale assegnata al dott. Mita Vellutini per il progetto intitolato: L’Albergo Spinola nel “Secolo dei Genovesi”: una strategia di potere tra Genova e l’Europa.