Gli oggetti d’arte

gli oggetti d'arte

Il patrimonio culturale di una famiglia storica non è esclusivamente rappresentato dalla memoria dei posti e dalla grandiosità dei Palazzi e delle Ville che abitarono. Ciò che rendeva indimenticabili questi luoghi è l’insieme degli arredi e degli oggetti, che nel tempo si sono avvicendati, seguendo mode e gusti dei contemporanei.

Accanto ai lussuosi oggetti per la vita di tutti i giorni anche gli arredi sacri sono testimonianza di un patrimonio artistico, religioso e storico d’eccezione, soprattutto considerando la peculiarità delle parrocchie gentilizie genovesi.Argenti, porcellane, arazzi, marmi, bronzi, tessuti, gioielli, preziosi volumi, strumenti musicali non erano solamente superbi oggetti da collezione che impreziosivano le stanze, ma beni che dovevano servire ad una vita di tutti i giorni, fatta anche di abitudini non comuni. Dall’inventario dei beni di Giovanni Battista Spinola, morto improvvisamente nel 1625 a Madrid durante un viaggio per conto della Repubblica, risultano non solo gli oggetti usati dal defunto e dai famigliari, i suoi abiti, gli abiti della moglie e del figlio ma anche “mobili, tessuti preziosi, argenti splendenti, gioielli luccicanti di centinaia di diamanti e dipinti” (Tratto da “Palazzo Doria Spinola. Architettura e arredi di una dimora aristocratica genovese”, a cura di Roberto Santamaria, 2011 Le Mani Editore, Recco GE).

  • I servizi da tavola

    Tra i gioielli ed i tessuti pregiati che i Genovesi ordinavano a Parigi, anche le preziose ceramiche di Sévres furono oggetto di acquisti, ordini e negoziazioni, come si legge in una lettera del 1781 ad Antoine Régnier, direttore della manifattura, in cui si fa riferimento al marchese Cristoforo Spinola “… Monsieur de Spinola ne tardera probablement pas à payer celui qui lui a été livré…

  • GLI OGGETTI DI UN SIGNORE

    1627, X Februari. Inventario ossia repertorio, de beni mobili, gioie, argenti et altro, lasciati dal quondam magnifico signore Gio. Battista Spinola (1575-1625). Trascrizione integra dell’inventario è disponibile nel testo “Palazzo Doria Spinola” sopra citato; pagine 262 e seguenti (link ph. www.viaggioinliguria.it).

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