Antonio Maria Haffner (1654-1732)

Particolare affreschi del Presbiterio, Chiesa di San Luca – Genova

Pittore quadraturista (Bologna 1654 – Genova 1732)

Giunse a Genova intorno al 1676, dove decorò col fratello Enrico la sala e i quattro salotti di palazzo Durazzo-Brignole . Fu attivo in palazzo Spinola, forse l’attuale Faruggia Spinola, ove sono affreschi di G.A. Carlone; allestì prospettive in palazzo Centurione, nella stanza che nella volta ospita Giunone sul carro tra le Metamorfosi di B. Guidobono; e decorò un salotto in palazzo Negrone (affresco della volta con Apollo e Mercurio tra le muse di Domenico Piola).

Nel 1684 raggiunse di nuovo  Genova dove nel 1687 partecipò al progetto di decorazione del secondo piano nobile di palazzo Brignole-Sale.

Contemporaneamente, partecipò all’abbellimento interno della chiesa di San Luca con Domenico Piola, anche se alcuni studi riferiscono alla bottega dei Piola le quadrature.

Alla ripresa dei lavori in palazzo Brignole-Sale, l’Haffner fu attivo con l’allestimento delle stanze dipinte da Carlone tra il maggio del 1691 e il marzo del 1692 .

Sempre in città lo Haffner decorò il presbiterio nella chiesa della Madre di Dio con P.G. Piola ed eseguì ornamentazioni per alcuni altari in S. Maria del Rifugio e in S. Pietro in Vincoli.

Da ricordare anche la sua unica opera figurativa verosimilmente perduta: una Vergine col Bambino e due orfanelli che decorava il portale della scuola degli orfanelli.

Quindi raggiunse Torino e nel 1702, in occasione della morte del fratello maggiore, tornò a Bologna; ma due anni dopo era nuovamente a Genova , quando entrò a far parte della Congregazione dell’oratorio di S. Filippo Neri, per la cui chiesa, omonima, era stato inizialmente chiamato a decorare la cappella di San Francesco di Sales; divenuto oratoriano, si dedicò a ornarne l’interno. Per i confratelli decorò inoltre il refettorio, di cui probabilmente fu anche architetto .

Morì il 6 luglio 1732 a Genova (Crespi) e fu sepolto nella chiesa di S. Filippo Neri.

notizie tratte da www.treccani.it 

 

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