Monumento funebre di Francesco Spinola ( XV secolo )

Immagine su gentile concessione della Galleria Nazionale Palazzo Spinola di Pellicceria, Piazza Pellicceria 1 – Genova

La figura storica di Francesco Spinola è ricordata per l’assedio di Gaeta e la battaglia di Ponza (1435). Il seguente brano è tratto da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Gaeta_e_battaglia_di_Ponza_(1435)

“L’assedio di Gaeta e la conseguente battaglia di Ponza sono due eventi storici accaduti nel 1435”

in breve

Immagine su gentile concessione della Galleria Nazionale Palazzo Spinola di Pellicceria, Piazza Pellicceria 1 – Genova

La figura storica di Francesco Spinola è ricordata per l’assedio di Gaeta e la battaglia di Ponza (1435). Il seguente brano è tratto da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Gaeta_e_battaglia_di_Ponza_(1435)

«L’assedio di Gaeta e la conseguente battaglia di Ponza sono due eventi storici accaduti nel 1435. In quell’anno Alfonso il Magnanimo (Alfonso d’Aragona), nella lotta per impossessarsi del trono napoletano di Renato d’Angiò, si rivolgeva contro la roccaforte di Gaeta che ancora gli resisteva. Nel corso degli eventi veniva sconfitto e catturato dal genovese Biagio Assereto, e poi liberato dal Duca di Milano Filippo Maria Visconti. Alfonso d’Aragona nella sua conquista del Regno di Napoli doveva eliminare la resistenza dei Gaetini. La Repubblica di Genova, avversaria tradizionale degli Aragonesi, nel giugno del 1435 inviò a Gaeta, come comandante del presidio genovese in difesa alla città, Francesco Spinola (?-1442), appartenente all’illustre famiglia degli Spinola, signore di Pieve di Teco (1426-1436).

Francesco Spinola a Gaeta

Lo Spinola partì con due navi che portarono i rifornimenti alla parte di Renato d’Angiò che contendeva il Regno di Napoli ad Alfonso d’Aragona, e comandò 800 uomini, di cui circa 400 erano balestrieri. Come giunse a Gaeta venne subito acclamato governatore. Altrettanto immediatamente cominciò a preparare le fortificazioni per una estrema e disperata difesa. Con lui a Gaeta si trovava Ottolino Zoppo. Alfonso d’Aragona mise allora la città sotto assedio e cominciò a bombardarla. L’assedio durò a lungo, fu duro, ma la resistenza di Francesco Spinola non cedette. Vari i modi e le invenzioni dei combattenti. I marinai genovesi da una caracca impedirono l’avvicinarsi di particolari macchine d’assedio con lunghe aste e lancio di sassi.

L’assedio di Gaeta

Gli assedianti tendevano a prendere la città per fame. Mancavano i viveri con cui sfamare la popolazione, e lo Spinola allontanò dalla città i vecchi e i bambini, circa 4000 persone, che trovarono ricovero nel campo nemico grazie alla generosità di Alfonso. Rimasero solo pochi combattenti ormai allo stremo, che non potevano più reggersi per la fame; ma lo Spinola non accettò neppure che si parlasse di resa, in ciò fidando nei soccorsi da Genova. In un combattimento Francesco Spinola, fu ferito da un dardo ad una coscia, e il suo presidio si trovò decimato dalle malattie, Genova deliberò rapidamente l’intervento rapido. I Genovesi pur stremati finanziariamente dalle continue guerre del Duca Filippo Maria Visconti, egualmente con un ultimo sforzo riuscirono ad armare una flotta composta da 12 navi grosse, requisite in fretta dalla Repubblica per l’occasione, 1 navicella, 3 galee con 2400 uomini a bordo». Francesco Spinola venne quindi soccorso dal comandante genovese Biagio Assereto che ingaggiò un’aspra e dura battaglia navale per, infine, sconfiggere il grande Alfonso d’Aragona. Su wikipedia il prosieguo della vicenda storica.

Una breve descrizione dell’opera sul sito: www.culturaitalia.it .

L’attribuzione del monumento funebre di Francesco Spinola è controversa ma, l’autore indicato con maggiore frequenza dalla critica è Michele D’Aria (www.treccani.it). L’opera, in origine, comprendeva anche una bellissima lastra marmorea raffigurante un thiasos bacchico, oggi conservata presso il Museo di Sant’Agostino – Genova.

bibliografia

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  • Rotondi Terminiello G. (a cura di), Palazzo Spinola a Pellicceria, L’atrio-scala, in «Quaderno della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola N. 12», Sagep Editrice, Genova 1990, pp. 43-45
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  • Toesca P., Lo scultore del monumento di Francesco Spinola, in Scritti di Storia, di Filologia e d’Arte, Napoli 1908, pp. 173-180

 

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