Massimiliano Spinola (1780-1857)

Massimiliano Spinola (http://www.spinola.it/i-repertori/genealogia/ramo-di-luccoli-discendenti-da-domenico-di-gio-francesco-25-nov-1758-discendenti-da-cristoforo-di-agostino10-giugno-1763-patrizi-genovesi/) nasce a Pezenas (Herault, in Francia vicino a Tolosa) il 10 luglio 1780 da Agostino Spinola e dalla marchesa francese Henrietta Carrion de Nisas.

in breve

Le notizie sulla vita di Massimiliano Spinola sono liberamente tratte dai testi che il dr Robert Hearn, Laboratorio di Archeologia e Storia ambientale, Università degli Studi di Genova & School of Geography, University of Nottingham, ha presentato in occasione del Convegno

“Buon Compleanno Apis Ligustica! La storia di Massimiliano Spinola, Padre dell’Ape Italiana”                                                          organizzato da FAI Federazione Apicoltori Italiani

http://www.fai.bio/ita/news_2016/genova-festival-della-scienza-buon-compleanno-apis-ligustica.php 

http://www.apitalia.net/it/attualita_scheda.php?id=1826 

Genova, Festival della Scienza, 31 ottobre 2016

Massimiliano Spinola nasce a Pezenas (Herault, in Francia vicino a Tolosa) il 10 luglio 1780 da Agostino Spinola e dalla marchesa francese Henrietta Carrion de Nisas.  Poco si conosce dei primi anni di Massimiliano, ma sappiamo che la famiglia viene obbligata a tornare in Italia da Parigi durante la Rivoluzione Francese del 1789. Appena tornato in Italia, Massimiliano divide il suo tempo tra le varie residenze di famiglia, in particolare il Castello di Tassarolo (Piemonte) e il Palazzo Doria-Spinola in Largo Lanfranco, a Genova (http://www.spinola.it/work/palazzo-di-massimiliano-spinola/).  Massimiliano Spinola è un uomo di grande ingegno e si interessa a numerosi rami della cultura. Nel 1801 sposa Clelia dei Marchesi Durazzo, una famiglia conosciuta nell’ambito del collezionismo naturalistico.

Come si conviene al suo status aristocratico, Massimiliano Spinola è molto coinvolto politicamente e ricopre diverse cariche importanti, tra cui Vice-presidente della Giunta Provvisoria di Genova. L’impegno politico lo porta temporaneamente in prigione nella fortezza di Alessandria nel 1833, accusato erroneamente durante la severa repressione dei moti mazziniani da parte del Governo di Torino, venendo poi confinato per lungo tempo, agli arresti domiciliari, nel suo Castello di Tassarolo. Secondo un eccezionale documento che descrive una serata passata in compagnia di Massimiliano Spinola nel 1841 scritto da Jean Gaberel, teologo svizzero e pastore della Chiesa Protestante di Genova, il periodo che Spinola spende a Tassarolo permette all’entomologo di scrivere il suo lavoro più importante.

Nel 1848 riceve la nomina a Senatore del Regno di Sardegna dal Ministero Balbo Pareto.

Le condizioni fisiche peggiorano sensibilmente e nel 1853 diventa praticamente cieco a causa di una cataratta bilaterale. Ritiratosi definitivamente a Tassarolo, qui muore il 12 novembre 1857, stroncato da un ictus. Cinque giorno dopo la sua morte, La Gazzetta di Genova pubblica un necrologio in cui viene scritto che ‘la scienza perde nel Marchese Spinola uno dei suoi più benemeriti e dotti cultori, Genova uno dei suoi ornamenti, e il patriziato uno dei pochi che l’onoravano coll’ingegno, cogli studi e con la nobiltà di carattere che gli conciliò la stima e l’amore di tutti’.

L’importanza del contributo di Massimiliano Spinola all’entomologia viene largamente riconosciuto dai suoi contemporanei e colleghi luminari nelle scienze naturali: Giuseppe De Notaris, Professore di Botanica e Direttore dell’Orto Botanico all’Università di Genova, dice che Spinola era ‘un eminente scienziato, chiaro per applauditi, splendidi e classici lavori entomologici, ed a cui non pose la città superba, né pietra, né parola’. Achille Neri similmente commenta sulla mancanza di monumenti o lapidi commemorative a Spinola scrivendo nel suo ‘Patrizi Genovesi’ che ‘invano si cercherebbe, come pubblico attestato d’onore, una strada a lui dedicata, specialmente fra quelle di recente aperte nei pressi del Museo, dove avrebbe dovuto trovare il suo natural luogo’. Una stanza al museo viene finalmente dedicata a Spinola dal celebre entomologo genovese e direttore del Museo Raffaele Gestro, il quale considera Spinola come il ‘Padre dell’Entomologia in Italia’, scrivendo che ‘ormai novantenne ricordo con emozione che nei primi anni della mia carriera entomologica un mio libro favorito era l’Insectorum Liguriae che io potevo ogni giorno consultare insieme alle altre opere della biblioteca privata di Giacomo Doria’.

Massimiliano Spinola gioca un ruolo chiave nell’identificazione di centinaia di specie, molti dei quali sono stati raccolti da altri entomologi rappresentati nella sua biblioteca, nella collezione entomologica, nell’archivio di corrispondenza personale, e ovviamente nei suoi lavori pubblicati, egli è forse meglio conosciuto per aver identificato una specie in particolare: l’ Apis mellifica ligustica, o ape italiana.

Quando venne descritta da Spinola nel 1806, l’Apis mellifica ligustica era sia un inquilino abituale degli alveari a Tassarolo sia comunemente si trovava in campagna. Ai tempi la distribuzione dell’Ape Ligustica era largamente confinata all’Italia settentrionale, ma dal momento dell’identificazione anche l’ape venne diffusa in Europa e poi nei paesi Extraeuropei diventando una delle produttrici di miele preferita dagli apicoltori.

Per esempio l’ape ligustica è stata introdotta nel Regno Unito da Thomas Woodbury – ‘The Devonshire Bee Keeper’ e uno dei corrispondenti di Charles Darwin – negli anni 1850. Le api vennero comprate da un apicoltore svizzero e con l’appoggio della ditta Alfred Neighbour & Sons di Londra, le api ligustiche furono scelte da molti apicoltori inglesi che le preferirono alla razza autoctona ‘Black Bee’ perché meno aggressive e più produttive. L’introduzione dell’ ‘Italian bee’ negli alveari inglesi venne promossa dalla Crystal Palace Universal Exposition del 1862, e da allora la specie cominciò a diffondersi nel mondo attraverso il Commonwealth.

Nella foto ” Apis mellifera ligustica spinola “, gentilmente concessa da FAI Federazione Apicoltori Italiani http://www.federapi.bio/

per alcune delle pubblicazioni di Massimiliano Spinola

vedi http://www.spinola.it/work/massimiliano-spinola-1780-1857-le-pubblicazioni/?preview_id=10394&preview_nonce=392da204ab&_thumbnail_id=-1&preview=true 

 

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