Nicolo’ Spinola (1677 – 1743)

(Doge dal 1740 al 1742)

Figlio di Francesco Maria Spinola e di Maria Caterina Negrone, appartenente al ramo familiare degli Spinola di San Luca, nacque il 15 novembre 1677 a Genova. Visse nel suo Palazzo di Via San Luca, 14 (vedi nel sito:http://www.spinola.it/work/palazzo-di-nicolo-e-giovanni-battista-spinola/) e studiò a Roma presso il collegio Clementino.

Sposò la nobildonna genovese Maddalena Doria che nel 1732 ereditò dal fratello Poalo Francesco Doria, privo di discendenza, la quadreria ed il Palazzo, oggi conosciuto come Palazzo Spinola di Pellicceria (vedi nel sito: http://www.palazzospinola.beniculturali.it/). Si conserva, ancora oggi, nell’omonima Galleria, il suo ritratto, opera del pittore genovese Pellegro Parodi, figlio di Domenico che lo storico C. G. Ratti definì “uno de’ più eccellenti ritrattisti della nostra età”. Questa data segna anche il suo trasferimento con la famiglia alla nuova e più prestigiosa dimora.

Le cariche assegnate fin da giovane a Nicolò Spinola furono numerose: nel 1720 e dinuovo nel ‘39 fu Procuratore del Senato; nel 1730 e poi nel ’38 fu Commissario del Priamar a Savona; nel 1731 fu Inquisitore di Stato; nel 1738, Supremo Sindacatore e nel 1739, Magistrato dei Navigli.

Salì al dogato il 16 febbraio 1740, la centodecima in successione biennale e la centoquarantaquattresima nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Costantino Balbi. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 16 febbraio 1742 e gli succedette Domenico Canevaro.

Il suo biennio fu segnato più che altro da eventi esterni. Dissidi tra la Francia e Maria Teresa d’Austria, preludio della guerra di successione austriaca, ebbero un’immediata ripercussione in Corsica infatti, le truppe francesi di stanza nell’isola furono ritirate e ciò riaccese la ribellione popolare contro la Repubblica.

Un altro scacco lo mise a segno il Bey di Tunisi che con 22 galee si impadronì a tradimento dell’isola di Tabarca di proprietà del patrizio genovese Giacomo Lomellini, traducendo in schiavitù i suoi abitanti, quasi tutti genovesi.

La cronaca cittadina registra che Nicolò Spinola lasciò il Palazzo dei Dogi in occasione della grande festa per la beatificazione di Alessandro Sauli avvenuta nella Basilica di Nostra Signora Assunta di Carignano.

Terminato il dogato, si ritirò nel suo magnifico Palazzo ma morì l’anno dopo, nel 1743. Fu sepolto nella Cappella della Natività in San Francesco di Castelletto a Genova.

in breve

(Doge dal 1740 al 1742)

Figlio di Francesco Maria Spinola e di Maria Caterina Negrone, appartenente al ramo familiare degli Spinola di San Luca, nacque il 15 novembre 1677 a Genova. Visse nel suo Palazzo di Via San Luca, 14 (vedi nel sito:http://www.spinola.it/work/palazzo-di-nicolo-e-giovanni-battista-spinola/) e studiò a Roma presso il collegio Clementino.

Sposò la nobildonna genovese Maddalena Doria che nel 1732 ereditò dal fratello Poalo Francesco Doria, privo di discendenza, la quadreria ed il Palazzo, oggi conosciuto come Palazzo Spinola di Pellicceria (vedi nel sito: http://www.palazzospinola.beniculturali.it/). Si conserva, ancora oggi, nell’omonima Galleria, il suo ritratto, opera del pittore genovese Pellegro Parodi, figlio di Domenico che lo storico C. G. Ratti definì “uno de’ più eccellenti ritrattisti della nostra età”. Questa data segna anche il suo trasferimento con la famiglia alla nuova e più prestigiosa dimora.

Le cariche assegnate fin da giovane a Nicolò Spinola furono numerose: nel 1720 e dinuovo nel ‘39 fu Procuratore del Senato; nel 1730 e poi nel ’38 fu Commissario del Priamar a Savona; nel 1731 fu Inquisitore di Stato; nel 1738, Supremo Sindacatore e nel 1739, Magistrato dei Navigli.

Salì al dogato il 16 febbraio 1740, la centodecima in successione biennale e la centoquarantaquattresima nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Costantino Balbi. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 16 febbraio 1742 e gli succedette Domenico Canevaro.

Il suo biennio fu segnato più che altro da eventi esterni. Dissidi tra la Francia e Maria Teresa d’Austria, preludio della guerra di successione austriaca, ebbero un’immediata ripercussione in Corsica infatti, le truppe francesi di stanza nell’isola furono ritirate e ciò riaccese la ribellione popolare contro la Repubblica.

Un altro scacco lo mise a segno il Bey di Tunisi che con 22 galee si impadronì a tradimento dell’isola di Tabarca di proprietà del patrizio genovese Giacomo Lomellini, traducendo in schiavitù i suoi abitanti, quasi tutti genovesi.

La cronaca cittadina registra che Nicolò Spinola lasciò il Palazzo dei Dogi in occasione della grande festa per la beatificazione di Alessandro Sauli avvenuta nella Basilica di Nostra Signora Assunta di Carignano.

Terminato il dogato, si ritirò nel suo magnifico Palazzo ma morì l’anno dopo, nel 1743. Fu sepolto nella Cappella della Natività in San Francesco di Castelletto a Genova.

Categorie di repertorio