Palazzo di Ambrogio Spinola (XVI-XVII secolo)

Denominazione Spinola: PALAZZO DI AMBROGIO SPINOLA
Nome attuale: Palazzo Spinola di San Luca
Indirizzo: Via San Luca, 6 – Genova
Attuale/i proprietario/i: Privati
Stato di conservazione: l’edificio richiederebbe un adeguato intervento atto a rivalutare soprattutto il prospetto principale su via San Luca
Visibilità: esternamente
Anni di costruzione: XVI-XVII secolo
Architetto: sconosciuto

in breve

Denominazione Spinola: PALAZZO DI AMBROGIO SPINOLA
Nome attuale: Palazzo Spinola di San Luca
Indirizzo: Via San Luca, 6 – Genova
Attuale/i proprietario/i: Privati
Stato di conservazione: l’edificio richiederebbe un adeguato intervento atto a rivalutare soprattutto il prospetto principale su via San Luca
Visibilità: esternamente
Anni di costruzione: XVI-XVII secolo
Architetto: sconosciuto

storia

Luciano Grossi Bianchi ed Ennio Poleggi in Una città portuale del Medioevo, Genova nei secoli X-XVI, Genova 1980, pp. 202-210, riportano il cartulario della Gabella Possessionum del 1414 secondo cui il lotto occupato dall’odierno edificio era, all’epoca, suddiviso in diverse proprietà di cui, per alcune, è riportata anche la stima in lire genovesi. Sul fronte di via San Luca vi erano i beni di: Lucianus Spinula Sancti Luce, identificato sulla mappa di p. 204 con il numero 52-4, stimato 700 lire genovesi e quello di Cataneus Spinula Sancti Luce, numerato 52-32 e valutato 300. Spostandosi dal fronte principale verso la Ripa, all’interno dell’isolato, vi sono altre proprietà: la 52-31 di H. q. Ludovici Spinule Sancti Luce q. Segurani con due perizie, una di 140 e l’altra di 360 (sempre, lire genovesi), da cui si deduce che fosse titolare di due distinte unità e la 49-3 di Batista Lucianus de Scipionibus, anch’egli con due stime di 550 e 346. Proseguendo verso la Ripa, vi sono altri numerosi proprietari, tutti appartenenti al ramo della famiglia Spinola di San Luca (52-33, 52-29, 52-30, 52-1), tranne uno (43-1), il cui bene è sito sul fronte della Ripa. Questi dati evidenziano come nel XV secolo l’isolato, definito sui quattro lati da via San Luca, a nord, dalla Ripa, a sud, da vico del Serriglio, ad est e da altro vicolo, ad ovest (oggi scomparso a causa delle ricostruzioni post-belliche), fosse una delle roccaforti della nobile famiglia Spinola. Si ricorda inoltre che la “curia” degli Spinola aveva accesso diretto al porto, (da vico del Serriglio), ove si trovava l’omonimo pontile.

«Nel XVI-XVII sec. un intervento di rifusione pluricellulare interessa il lotto nel clima di rinnovo architettonico che connota molte dimore nobiliari. Il cambiamento più significativo è a livello funzionale: la creazione di corpi scala unici modifica in modo sostanziale la distribuzione e gli accessi primitivi. Un segnale di decadimento della presenza degli Spinola si coglie nel XVII sec. con la comparsa delle famiglie Negroni e De Negro in due edifici del lotto prospiciente la Ripa (..), le cui facciate apparivano riccamente decorate fino alla fine del secolo scorso. Persiste la stratificazione verticale delle funzioni con la tradizionale distinzione tra piano terra per attività mercantili e residenza ai piani superiori. Nel XIX sec. la dinamica proprietaria è intensa». (Citazione da Poleggi E. (a cura di), Ripa porta di Genova, Genova 1993, pp. 133). Si rimanda a questo testo per un maggiore approfondimento circa i diversi passaggi di proprietà che, in definitiva, si concludono con l’alienazione di tutti i beni Spinola ad altri. Si ricordano i Vivaldi Pasqua, proprietari nel 1876, per i consistenti cambiamenti che apportarono. Essi «per uno sfruttamento intensivo dell’edificio in casa d’affitto, spostarono l’accesso da piazza del Serriglio a via S. Luca 6 (con una successione di rampe perpendicolari alla via S. Luca che all’ultimo piano inglobano lo scalone originario), introducono la suddivisione in altezza del piano nobile (leggibile nella scansione variata delle bucature) e la parziale elevazione di un piano (l’edificio è stato ancora sopraelevato nel secondo dopoguerra). Nel XIX secolo si assiste ad un deciso frazionamento della proprietà in senso verticale e ad un livellamento verso il basso del ceto residente». (Citazione da Poleggi E. (a cura di), Ripa porta di Genova, Genova 1993, pp. 135). La proprietà Vivaldi Pasqua rimase immutata fino agli inizi del XX secolo anche quando subentrarono gli eredi ma, a causa dei danni bellici dell’ultima guerra subiti dalla parte del lotto verso mare, questa porzione venne venduta. Acquistata nel 1950 dalla Soc. Edil. P.zza Caricamento, l’area venne sgomberata per costruirvi l’attuale edificio in cemento armato sul fronte della Ripa. (Testo a cura di Silvia Melogno, cfr. Bibliografia).

Il palazzo fu inserito nel sistema dei Rolli: 1599 (III), a nome del Marchese Ambrogio Spinola.

bibliografia

  • Grossi Bianchi L., Poleggi E., Una città portuale del Medioevo, Genova nei secoli X-XVI, Genova 1980, pp. 202-210 e pp. 225-228, per un approfondimento circa la dinamica urbana legata alle “curie” nobiliari
  • Poleggi E. (a cura di), Ripa porta di Genova, Genova 1993, pp. 133-135
  • Poleggi E. (a cura di), Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 79
  • Pomella G. (a cura di) fotografie di Tambuscio P., Palazzi dei Rolli, Genova 2003, p. 129
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