Palazzo di Paolo Spinola (XIII secolo)

Denominazione Spinola: PALAZZO DI PAOLO SPINOLA
Nome attuale: Palazzo di Gio. Battista Grimaldi
Indirizzo: Piazza San Luca, 2 – Genova
Attuale/i proprietario/i: Privati
Stato di conservazione: ottimo. Si sono recentemente (2012) conclusi i lavori di restauro e recupero degli affreschi interni del vano scala
Visibilità: esterna
Anni di costruzione: XIII secolo
Architetto: – – –

in breve

Denominazione Spinola: PALAZZO DI PAOLO SPINOLA
Nome attuale: Palazzo di Gio. Battista Grimaldi
Indirizzo: Piazza San Luca, 2 – Genova
Attuale/i proprietario/i: Privati
Stato di conservazione: ottimo. Si sono recentemente (2012) conclusi i lavori di restauro e recupero degli affreschi interni del vano scala
Visibilità: esterna
Anni di costruzione: XIII secolo
Architetto: – – –

scheda

«Il prospetto principale sulla piazza, abbellito da poggioli a mensola e da mascheroni oltre che dal sobrio portale settecentesco con l’iscrizione «PARVO BENE», nasconde parzialmente al secondo piano tre colonnine corinzie murate. All’interno, l’atrio e la scala loggiata, che sale parallelamente alla facciata principale sino al terzo piano, concludono l’immagine del palazzo nobiliare cinquecentesco ricavato su volumi medievali, di cui rimane traccia sul retro dove un portale in pietra nera del XVI secolo, segno di un accesso anteriore alla costruzione del palazzo e oggi inutilizzato, si affaccia sull’angusto vicolo». (Citazione da Ennio Poleggi, Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 80).

storia

La storia dell’edificio è strettamente legata a quella della piazza di San Luca caratterizzata dall’omonima chiesa gentilizia, fondata nel 1188 da Oberto Spinola (visconte nel 980) con il contributo di Oberto Grimaldi che donò metà del terreno su cui doveva sorgere la chiesa. Spinola e Grimaldi sono dunque le due famiglie a contendersi gli spazi intorno a San Luca: nel 1270, salito al potere il partito ghibellino dei Doria-Spinola, gli Spinola di San Luca si impossessano delle case dei loro avversari Grimaldi che nel frattempo (1296) vennero espulsi dalla città. Nel 1299 si avvia la vendita degli immobili presi dagli Spinola ai Grimaldi e ancora nel 1310 si rettificano queste vendite con un ammontare più cospicuo di denaro. Nel 1331-1332 Roberto d’Angiò, (signore di Genova nel 1318), sottoscrive la Pace di Napoli dove, in alcune clausole, si parla delle case di San Luca al fine di porre rimedio all’eterno conflitto tra guelfi e ghibellini. I Grimaldi, storici sostenitori della fazione guelfa, in forza del predominio ormai ventennale dei questo partito, rientrano nuovamente in possesso delle loro case. Tornando alle prescrizioni di Roberto d’Angiò si direbbe che erano finalizzate a scardinare il monopolio dello spazio introno a San Luca esercitato dalle due famiglie antagoniste a favore di un’apertura al pubblico utilizzo: nasce così, a metà del XIV secolo, piazza San Luca e le case intorno alla chiesa vengono dotate di porticati. La planimetria riportata in Grossi Bianchi L., Poleggi E., Una città portuale del Medioevo, Genova nei secoli X-XVI, Genova 1980, p. 227, fig. 201, ricostruisce questa situazione mettendo bene in evidenza come il civico 2 di piazza San Luca venne anch’esso dotato di porticato nell’angolo tra la piazza e via San Luca. Il periodo si caratterizza inoltre per una partizione gli immobili introno alla chiesa: il lato a ponente, verso San Siro, è tutto di proprietà Grimaldi; quello di levante, verso Banchi, di esclusiva Spinola, compreso l’edificio in esame. La situazione politica, nel frattempo, si rovescia e i Grimaldi sono di nuovo fuoriusciti, a conferma di ciò rimane la Gabella Possessionum del 1414, riportata sempre nel sopraccitato testo, secondo cui, detto edificio era ancora diviso in due distinte proprietà, una, identificata nella planimetria di p. 204 col numero 52-16, di proprietà di Ellianus Spinula Sancti Luce e stimata 980 lire genovesi; l’altra, numero 52-15, di Gregorius Spinula Sancti Luce q. Raffaellis e valutata 440 lire genovesi. Cifra molto inferiore alla prima, giustificabile in quanto la sua posizione risulta sacrificata dietro il fianco della chiesa e priva dell’affaccio sulla piazza. Il possesso dell’edificio continua ad essere alternativamente conteso tra queste due famiglie anche durante l’epoca dei Rolli: nel 1576 è registrato a nome di Gio. Batta Grimaldi (I bussolo), nel 1588 e 1599, a nome di Agostino Grimaldi quondam Gio. Batta (III bussolo) e nel 1614 a nome di Paolo Spinola (II bussolo).

Il palazzo fu inserito nel sistema dei Rolli: nel 1576 (I), 1588 (III), 1599 (III), 1614 (II).

bibliografia

  • Grossi Bianchi L., Poleggi E., Una città portuale del Medioevo, Genova nei secoli X-XVI, Genova 1980, pp. 202-210 e pp. 225-228, per un approfondimento circa la dinamica urbana legata alle “curie” nobiliari
  • Poleggi E. (a cura di), Ripa porta di Genova, Genova 1993
  • Poleggi E. (a cura di), Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 80
  • Pomella G. (a cura di) fotografie di Tambuscio P., Palazzi dei Rolli, Genova 2003, p. 127

mappa

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