Un giorno alla fine di Ottobre (1977)

regia di Paolo Spinola

Film realizzato con il contributo del Ministero Turismo e Spettacolo 

in breve

regia di Paolo Spinola

TRAMA Lorenzo è un funzionario della Montedison, movimento del personale, che trascina stancamente la sua attività a Milano (dove è giunto dalla natia Varese) tra una riunione e l’altra, una strizzatina d’occhio alla segretaria (disponibile anche a incontri amorosi) e l’ultimo pettegolezzo di corridoio con il collega. Un giorno, piu’ frastornato del solito, abbandona l’ufficio e si mette a vagare. Incontra casualmente Cristina, una universitaria apparentemente convinta delle idee rivoluzionarie del fratello (che si trova in carcere per una impresa di autoriduzione), ma in realtà incapace di distaccarsi dal complesso borghese assicuratogli dalla famiglia. Lorenzo e Cristina passeggiano nel parco; mangiano insieme al ristorante; si ritrovano contenti dopo avere rischiato guai a causa di una manifestazione di piazza; si amano in una stanza di albergo e chiaccherano… chiacchierano senza concludere nulla. Alla fine della giornata Cristina si ritira e rifiuta ogni ulteriore aggancio; lui, dopo avere inutilmente urlato al telefono, con la nuova motocicletta del barista del proprio hotel va a uccidersi contro un autocarro ( interamente tratto da http://www.comingsoon.it/film/un-giorno-alla-fine-di-ottobre/14467/scheda/ ) .

SCHEDA  di www.comingsoon.it/film/un-giorno-alla-fine-di-ottobre/14467/scheda/

  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 1977
  • REGIA: Paolo Spinola
  • SCENEGGIATURA: Paolo Spinola, Carlo Castellaneta
  • ATTORI: Livia Cerini, Violetta Chiarini, Al Cliver, Annie Belle, Mariangela Giordano, Filippo Panseca
  • FOTOGRAFIA: Aldo Di Marcantonio
  • MONTAGGIO: Vincenzo Verdecchi
  • MUSICHE: Daniele Patucchi
  • PRODUZIONE: BRUNO RIDOLFI PER LA CO.M.E.C.
  • DISTRIBUZIONE: ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 95 Min
  • FORMATO: PANORAMICO COLORE

CRITICA  “(…) La violenza fascista, il ricatto sociale, il rapporto sessuale fanno così da sfondo a questa storia che potrebbe appartenere a chiunque di noi si ritrovasse a essere un Lorenzo o una Cristina. In una Milano insolita, insolitamente fotografata”. (Cartella Informativa Ital Noleggio Cinematografico) ( interamente tratto da http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/un-giorno-alla-fine-di-ottobre/15187/)

“(…) il film si muove su due piani: quello psicologico (le nevrosi e la disperazione esistenziale dei due giovani) e quello sociale (un mondo in completa crisi e che si sta interrogando preoccupato sotto l’incalzare delle proteste giovanili); e vorrebbe dimostrare che o si cambia tutto radicalmente o si finisce (…) come il protagonista. E’ un po’ difficile, come vorrebbe l’autore, ravvisare in Lorenzo e Cristina i manzoniani Renzo e Lucia drammaticamente impediti di realizzare un loro sogno d’amore a causa della tirannia di un Don Rodrigo che sarebbe una società in dissoluzione all’esterno e traumatizzante all’interno di ogni cittadino. E’ difficile perché sia nel disegno dei personaggi e nel loro pretestuoso sproloquiare, sia nella visione della società borghese e negli isterici atti d’accusa dei giovani manifestanti, la ‘realtà’ è ampiamente falsa: il soggettista-regista, nonostante l’indubbia buona volontà, sembra risentire negativamente del mondo contemporaneo il difetto maggiore, cioè la confusione di idee, la mancanza di fiducia e speranza (…)”. (‘Segnalazioni cinematografiche’, vol. 83, 1977) (interamente tratto da http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/un-giorno-alla-fine-di-ottobre/15187/)

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