Giorgio Spinola nacque a Genova nel 1667, figlio di Cristoforo Spinola di San Luca e di Ersilia Centurione, figlia di Giovanni Battista Centurione (1603-1692), 114° Doge della Repubblica di Genova e Governatore della Corsica (1658-1660).
Iniziò i propri studi presso il collegio gesuita Tolomei di Siena ove studiò letteratura e successivamente ottenne il dottorato in utroque iure il 18 agosto 1691 a Siena. Dal dicembre del 1694 fu Referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica di Grazia e Giustizia e dal  1695  prelato pontificio,  vice-legato a Ferrara e Consultore della Sacra Congregazione dell’Inquisizione Romana e Universale dal medesimo periodo. Dal 1696 al 1699 fu Governatore di Civitavecchia e Tolfa e soprintendente di Corneto, dal 1699 al 1701 Governatore di Viterbo, quindi dal 1701 al 1703 Governatore di Perugia e dell’Umbria. Passò i successivi tre anni a Malta come Inquisitore, poi suddiacono ed infine diacono.
Venne ordinato sacerdote nel 1706, divenne precettore coadiutore dell’arcispedale di Santo Spirito in Sassia a Roma. Nel 1711 venne eletto Arcivescovo titolare di Cesarea di Cappadocia, consacrato Vescovo nella chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma. Nominato assistente al Trono Pontificio fu nunzio apostolico prima in Spagna poi in Austria.
Fu creato Cardinale presbitero nel concistoro del 29 novembre 1719.
Nel 1721 ottenne la berretta cardinalizia ed il titolo di Sant’Agnese fuori le mura. Partecipò quindi al conclave ove venne eletto papa Innocenzo XIII.
Dal 1721 al 1724 fu Cardinale Segretario di Stato e nel 1724 venne nominato Plenipotenziario assieme al cardinale Álvaro Cienfuegos, vescovo di Catania, per negoziare la devoluzione alla Santa Sede della città di Comacchio e dei villaggi vicini. Partecipò quindi al conclave  ove venne eletto papa Benedetto XIII. Nel 1726 fu Camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali e Prefetto della Sacra Congregazione dell’Immunità Ecclesiastica.
Dal 1727 al 1731 fu Legato a Bologna e nel 1730 partecipò al conclave che elesse pontefice Clemente XII. Divenne Legato a latere ai ducati di Parma e Piacenza, ma nel 1734 optò per il titolo di Santa Maria in Trastevere.
Dal 1736 al 1737  fu nominato  Camerlengo di Santa Romana Chiesa durante l’assenza del cardinale Annibale Albani poi Protettore della Congregazione dei Camaldolesi, optando quindi per il titolo di Santa Prassede. Nel 1738 passò all’ordine dei vescovi e alla sede suburbicaria di Palestrina.
Morì il 17 gennaio 1739 alle 9.00, a Roma. La sua salma venne esposta nella chiesa di Sant’Ignazio di Roma dove ebbero luogo anche i funerali il 19 gennaio di quell’anno, nel pomeriggio, cerimonia con la quale il suo corpo venne poi trasferito nella chiesa di San Salvatore alle Coppelle ove venne sepolto. Suo fratello ed erede universale della sua fortuna, Felice Spinola, eresse un monumento alla sua memoria con la sua effigie marmorea ed un’epigrafe a celebrarne la fama e il genio. Il monumento sepolcrale venne commissionato a Bernardino Ludovisi (1693-1749).

testo liberamente tratto da www.wikipedia.org

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