Trattare di palazzo Spinola alla Prioria di Sant’Agnese implica inevitabilmente riferirsi al più famoso palazzo di Giacomo Lomellini, questo perché, come già detto, i due furono accorpati nel 1922. Gli scritti relativi alla nobile dimora vanno ricercati, di conseguenza, anche all’interno delle pubblicazioni attinenti quello Lomellini. Quest’ultimo rappresenta l’elemento dominante della coppia in quanto più ricco sia sotto il profilo artistico e decorativo sia per le scelte architettoniche, infatti, molti autori si sono soffermati ad analizzarlo, trattando, purtroppo, marginalmente di palazzo Spinola. Paola Roseo, nel capitolo Il Palazzo nel XX secolo, in Palazzo Lomellini Patrone, a cura di E. Poleggi, Genova 1995, p. 44, scrive: «L’edificio di proprietà della Congregazione di Carità del Comune, amministratrice dell’Albergo dei Poveri, si componeva di tre piani, oltre a quello terreno, i sotterranei ed il sottotetto. Il palazzetto, che viene ancor oggi indicato come palazzo Spinola alla Prioria di Sant’Agnese dal nome dei suoi antichi proprietari, passò probabilmente alla Congregazione fra il XVIII ed il XIX secolo (il brano sopra citato indica, come data, il 1752), periodo al quale è databile la realizzazione dello scalone che collega il piano terreno al secondo piano nobile. Nel corso della seduta del Consiglio Comunale dell’11 gennaio 1922, venne presentato il progetto per i lavori da effettuarsi in entrambi gli edifici: tali lavori ebbero inizio nel mese di luglio, dopo che il palazzo ebbe ospitato l’ufficio stampa della Conferenza Internazionale di Genova. L’intervento consistette principalmente nell’accorpamento dei due edifici ed in un cospicuo restauro di Palazzo Lomellini. Il collegamento venne realizzato mediante la costruzione di due vani scala di connessione che resero necessario il livellamento delle quote di alcuni pavimenti».

Il palazzo fu inserito nel sistema dei Rolli: 1614 (I) e 1664 (II).