Palazzo di Nicolo’ Spinola

Palazzo di Nicolo' Spinola

1560

Denominazione Spinola
PALAZZO DI NICOLO’ SPINOLA
Nome attuale
Palazzo Spinola – Franzone
Indirizzo
Via Luccoli, 23 – Genova
Attuale/i proprietario/i
Privati
Stato di conservazione
ottimo
Visibilità
esternamente. L’interno è visitabile nelle parti comuni (atrio e scalone)
Anni di costruzione
inizio del XV secolo
Architetto
sconosciuto

Авторы:
Domenico Parodi

ВНИМАНИЕ

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Содержание

(XV secolo)

Si può ipotizzare che l’originaria struttura voluta da Angelo de Mari, databile a prima del 1414, sulla piazza dei de Mari di Luccoli, fosse impostata su una pianta ad asse centrale. La dicitura «domus cum vacuo et viridario» presuppone, infatti, che questi elementi siano consequenziali, al fine di ottenere il migliore risultato estetico. La “fondazione”, attribuita a Nicolò Spinola, risalente a prima del 1560, ha probabilmente recuperato questo tipo di impianto. Furono, sicuramente, apportate notevoli modifiche, tanto che nel testamento del nobiluomo (vedi Cenni storici), sono riportate le seguenti parole: “per eum fabricatam”. Non si conoscono quali lavori siano stati realizzati nell’occasione ma, alla luce di come si presenta oggi il palazzo, è possibile immaginare come doveva apparire. Entrando nell’atrio, ci si trova di fronte ad un muro che però, lascia affiorare dalla liscia  superficie le colonne da cui si impostano gli archi sia dello stesso atrio, sia del loggiato del cortile. Oggi, purtroppo, questi spazi del piano terra sono stati tamponati con cortine murarie ma, un tempo, aria e luce entravano dall’alto per diffondersi negli ambienti interni. Il nucleo del palazzo era nel cortile centrale, circoscritto dal loggiato, preceduto dall’atrio e seguito, sullo sfondo, dal viridario che, forse, si apriva ancora sul giardino retrostante. Tale progettata sequenza di ambienti arricchisce l’abitazione di piacevoli scorci prospettici architettonicamente costruiti, rivolti verso l’interno, verso l’intimità; un esempio sui generis, oggi, in parte, ancora conservato, è quello nel Palazzo di Massimiliano Spinola, ora Prefettura (vedi scheda nel sito). Salendo al primo piano, il loggiato si ripete ma qua, fortunatamente, è stato mantenuto, sopravvissuto integro nei secoli. L’intatta struttura chiarisce, in modo inequivocabile, come doveva essere quello identico al piano terra.
Nel 1606, con il passaggio della proprietà alla famiglia Franzone, l’edificio subì un rivoluzionario cambiamento. La copertura e l’ammezzato superiore vennero demoliti, al loro posto furono realizzati un altro piano nobile, un piano sottotetto ed un nuovo manto di copertura. L’edificio assunse così l’aspetto odierno, composto da: piano terra, primo piano nobile, (entrambi edificati nella prima fase), secondo piano nobile e sottotetto, (appartenenti a quest’epoca successiva). Partendo dal basso, i quattro locali del pianterreno vennero adibiti a botteghe, mentre, al primo piano nobile, le finestre furono ampliate per migliorare l’illuminazione interna. Il secondo piano nobile assunse dimensioni sproporzionate rispetto ai sottostanti, lo si vede chiaramente dalle altissime finestre sul fronte principale, a cui corrisponde il grande salone, il più ampio di tutto l’edificio. Sullo stesso livello si trova, nel retro, l’ambita galleria, anche se di proporzioni modeste. Il palazzo comprende anche tre salotti affrescati da Domenico Parodi, di cui uno dedicato a Laura e Petrarca (vedi Decorazione). Il fronte principale e quello laterale vennero, infine, decorati a stucco. Oggi, nonostante il frazionamento in sedici appartamenti, il palazzo mantiene ancora il suo carattere monumentale, apprezzabile grazie sia alla sua veste esteriore sia all’originario e intatto loggiato conservato al primo piano nobile. (Testo a cura di Silvia Melogno, cfr. Bibliografia).

Il palazzo fu inserito nel sistema dei Rolli:
1576 (I) a nome Daniele Spinola
1588 (II) a nome Daniele Spinola
1599 (I) a nome Daniele Spinola
1614 (I) a nome q. Nicola Spinola q. Daniele
1664 (III) a nome q. Gaspare Franzone

Где

Где

Palazzo di Nicolo' Spinola

Via Luccoli 23
16123 Genova

L’etimologia del nome «Luccoli» deriva dal Latino «luculus», piccolo bosco sacro. Molti secoli fa infatti, questa via non era altro che un viottolo di campagna che, partendo da Soziglia, si inerpicava lungo le pendici di una collina boscosa, fino a raggiungere la porta dell’Acquasola, posta in corrispondenza dell’attuale piazza Corvetto.
A partire dal XIII secolo, membri della famiglia Spinola (il ramo di Luccoli, per l’appunto) cominciarono a costruire le proprie abitazioni lungo questa strada. La via aveva una certa importanza poiché conduceva fino alle mura e da lì si poteva agevolmente raggiungere la valle del Bisagno.
Ancora adesso sono numerosi i palazzi Spinola che fiancheggiano sia via Luccoli, sia salita di Santa Caterina. Un tempo, infatti, non vi era soluzione di continuità fra queste due vie che costituirono un unico tracciato fino a quando, nella prima metà dell’Ottocento, la zona delle Fontane Marose venne risistemata in occasione dell’apertura di via Carlo Felice, attuale via XXV aprile.

Interamente tratto da https://www.infogenova.info/conoscigenova/strade-e-piazze/277-via-luccoli

История

Il palazzo “E’ compreso nell’edizione rubensiana (..); definito nel 1414 «domus cum vacuo et viridario» degli eredi di Angelo De Mari e acquistato nel 1459 da Eliano Spinola, fu ricostruito prima del 1560 da Nicolò Spinola marchese di Vergagni e poi rinnovato dal figlio Daniele”. (Testo tratto da Poleggi E., Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 124). In altro scritto, (Un documento di cultura abitativa, in Rubens e Genova, Catalogo della Mostra a cura di Biavati G., Botto I.M., Doria G., Frabetti G., Poleggi E., Tagliaferro L., Genova, Palazzo Ducale 18 dicembre 1977 – 12 febbraio 1978, p. 119 n. 34), Poleggi scrive: “Il palazzo IV (così venne identificato da Rubens nella sua raccolta) è fondato da Nicolò Spinola q. Daniele, marchese di Vergagni, prima del 1560 come risulta espressamente dal suo testamento (..) dove si dichiara che fu per eum fabricatam in presenti civitate Janue prope plateam nobilium de Mari”. Si intende, evidentemente, con il verbo “fondare”, utilizzato nel sopraccitato passo, che il marchese Nicolò Spinola, subentrando nella proprietà dell’immobile, diede avvio ad una completa ricostruzione tanto, appunto, da meritare l’appellativo di “fondatore”. Proseguendo lo stesso riferimento letterario, Poleggi scrive: “Riconosciuto (Nicolò Spinola) come uno dei cavalieri genovesi più ricchi dal Deza, secondo una classifica fiscale del 1553, sarà legato di nuova parentela con genovesi del suo rango molto eminenti sullo scorcio del secolo, avendo sposato la primogenita Maddalena ad Agostino Pallavicino q. Francesco e la secondogenita Geronima ad Ambrogio di Negro futuro doge, come si legge ancora nel suo testamento. Toccherà al primogenito Daniele di completare l’opera paterna assicurando alla casa maggior spazio circostante con l’acquisto, avvenuto nel 1587 in comune col vicino Paolo Spinola q. Stefano, di una casa di Giacomo Spinola q. Federico. Essa venne demolita per creare la piazza tuttora esistente a sud, con pubblico decreto del 12 febbraio 1587, e, in quella occasione, Daniele chiese anche di porre due poggioli – uno al piano dei mezzani ed uno al piano «di sala» — provando così che l’edificio si presentava ancora nella versione pubblicata da Rubens; (..). Il 20 dicembre 1606 il palazzo viene acquistato da Tommaso Franzone, in eccezione al fidecommisso perpetuo imposto dal fondatore Nicolò Spinola, e sei anni dopo chiede che gli vengano confermati i particolari diritti sulla piazza contigua già ottenuti da Daniele Spinola (..). Non sappiamo ancora quando l’edificio venne sopraelevato, ricostruito internamente ed arricchito delle facciate a stucco come si vede tuttora; secondo Labò (..) non si può escludere che questi lavori siano dovuti ad Agostino Franzone, erede di Tommaso e storico seicentesco della Repubblica”.

GENEALOGIA DEL RAMO PROPRIETARIO DEL PALAZZO 

La seguente genealogia è tratta dal libro «L’Archivio dei Doria di Montaldeo» a cura di Liana Saginati, Genova 2004
Degli Spinola di Vergagni

 Nicolò Spinola, quondam Daniele

 Figli

 Daniele Spinola (?-1601); Giovanni Battista Spinola (?-1590), detto il Valenza; Andrea Spinola, sacerdote; Franco Spinola, sacerdote; Tommasina che sposò Benedetto Spinola degli Spinola di Vergagni; Maddalena, che sposò Agostino Pallavicino q. Francesco; Minetta, che sposò nel 1554 Ambrogio di Negro, eletto Doge di Genova nel 1885; Battina.
Segue la genealogia su https://www.spinola.it/repertori/palazzo-di-giovanni-battista-e-andrea-spinola-1564-1567/

Декорации

Il palazzo è adornato da affreschi di Domenico Parodi. Il brano seguente è tratto dal testo di Carlo Giuseppe Ratti, Storia de’ pittori scultori et architetti liguri e de’ forestieri che in Genova operarono secondo il manoscritto del 1762, a cura di Maurizia Migliorini, Genova 1997: “In casa Franzoni sono tre volti di stanze: nel primo si vede una ghirlanda di puttini a chiaroscuro pinti nel centro della volta ed alcune virtù colorite allo ‘ntorno che sono cose belissime, nel secondo v’è Appollo e quatro fiumi (ad) , nel terzo v’è un molto grazioso e ben eseguito pensiere ed è il Petrarca preso dallo amore della sua donna. Sta esso in atto di vaggheggiarla ed al Sorga avvinto l’Arno in (ae) più lontana parte le sta indietro. Donna Laura, tennente una corona d’alloro con ambe le mani e con viso furbetto, si sta sulle nubi assisa colla Modestia che le siede alla destra ed una delle Grazie che le spande vaghi fioretti sul capo. Per ultimo sorge nel mezzo un Amore che nel tempo medemo che colla dritta accenna l’amata femina, colla sinistra fa le corna al Sole che vedesi a lui postergato, ricusando perfino il mirarlo, con beltà sì vaga accanto. Questa opera è in tutte sue parti feliccissima e tutto dì diletta chi con attenzion la considera”.

Взаимосвязь

Arte
Palazzo di Giovanni Battista e Andrea Spinola, figli di Nicolò Spinola

Библиография

  • Alizeri F., Guida artistica per la città di Genova, Genova 1846-1847, II.1, pp. 549-553 (“Palazzo del Marchese Stefano Franzone”)
  • Alizeri F., Guida illustrativa del cittadino e del forestiero per la città di Genova e sue adiacenze, Genova 1875, p. 123 (“Palazzo Franzoni”)
  • Catalogue of the Drawings Collection of the Royal Institute of British Architects, O-R, ed. J. Lever, Franborough 1976, p. 165
  • De Negri E., I “Palazzi di Genova” del Rubens. Contributo per alcune nuove identificazioni, in “Bollettino ligustico per la storia e la cultura regionale”, VI, 1954, p. 37
  • Description des beautés de Gênes et de ses environs, Genova 1768, pp. 103-105 (“Palais Fransone”)
  • Grossi Bianchi L. – Poleggi E., Una città portuale del medioevo. Genova nei secoli X-XVI, Genova 1979, pp. 211, 223, 250
  • Labò M., I palazzi di Genova di P.P. Rubens e altri scritti di architettura, Genova 1970 (ed. 2003), pp. 127-130
  • Mylius C., Treppen- Vestibül- und Hof- Anlagen aus Italien, Leipzig 1867, pl. 4 (“Palazzo Fransoni”)
  • Poleggi E. (a cura di), Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 124
  • Poleggi E. e F. (a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova 1974, p. 221 e 319 (“Palazzo del Marchese Domenico Franzone quondam Stefano”)
  • Poleggi E., Un documento di cultura abitativa, in Rubens e Genova, Catalogo della Mostra a cura di Biavati G., Botto I.M., Doria G., Frabetti G., Poleggi E., Tagliaferro L., Genova, Palazzo Ducale 18 dicembre 1977 – 12 febbraio 1978, pp. 85-148, in particolare p. 107, 119 n. 34 e fig. 17,18,19 pp. 134-135
  • Pomella G. (a cura di) fotografie di Tambuscio P., Palazzi dei Rolli, Genova 2003, p. 207
  • Ratti C.G., Instruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura, scultura ed architettura, Genova 1780, pp. 323-327 (“Palazzo della Sig. Stefano Franzone”)
  • Ratti C.G., Istruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura, scultura ed architettura, Genova 1766, pp. 299-303 (“Palazzo del Signor Stefano Franzone”)
  • Rott H.W. (by), Rubens. Palazzi di Genova: architectural drawings and engravings, London 2002, vol. I pp. 194-196, vol. II fig. dalla 174 alla 179
  • Rubens P.P., Palazzi di Genova, Antwerp 1622 (e 1652), (Palazzi Moderni: “Palazzo del Sigr. Daniel Spinola”)
  • Schmale R., Treppenanlagen in Genueser Palästen des 16. Jahrhunderts. Materialien zu einer denkmalkundlichen, sozialgeschichtlichen und stilistischen Klassifizierung, Diss. Kiel 1969, p. 107