Agostino Spinola (1624-1692)

(Doge dal 1679 al 1681)

Figlio del Senatore Felice Spinola del ramo di Luccoli nonché Marchese di Arquata e di Maria Gentile. Discendente del famoso Gherardo Spinola, Signore di Lucca e di Tortona, così come il precedente Doge Tomaso (1613), nacque a Genova nel 1624.

Il suo nome venne ascritto al Libro d’oro nel 1634. Sposò Pellegrina Dongo nel 1646 che gli diede un solo figlio, Felice che continuò la discendenza unendosi a Ippolita Spinola-Lussio.

Prima del matrimonio, nel 1644, fu già impegnato come Magistrato degli Straordinari quindi, nel 1645, Commissario del Priamar a Savona. Passarono alcuni anni di silenzio delle fonti, forse perché in servizio presso il Banco di San Giorgio. Nel 1652 fu parte della Deputazione dell’Arsenale; nel 1653 e 54 fu Governatore di Savona. Venne investito della carica di Magistrato della Sanità durante la pestilenza del 1656-1657 e nonostante il delicato e tragico momento, si distinse per competenza e capacità. Dopo la peste, fu Capitano del Bisagno, della Polcevera e di Sestri, di seguito, Magistrato della Guerra. Nel 1665 diventò Ambasciatore alla Corte di Spagna, nomina che esercitò per un anno ma si trattenne lì anche nel 1667 per altri affari della Repubblica. Ebbe incarico come Ambasciatore, di dirigere la sosta di Marianna Infanta di Spagna nel suo viaggio verso l’Austria per convogliare a nozze con l’imperatore Leopoldo I. Nel 1672 partecipò attivamente alla guerra contro il Duca di Savoia insieme con il fratello, Gerolamo Spinola, Governatore di Savona. Respinsero con successo gli avversari presso le fortificazioni da loro erette al colle di Cadibona e di Rocca Ferraira. Vinto il nemico, nel 1675 fu Sindacatore e, di seguito: Senatore, Procuratore, deputato alla Giunta di Marina, preside del Magistrato di guerra, infine, Magistrato dell’Annona.

Agostino Spinola verrà eletto al titolo di Doge il 29 luglio 1679, l’ottantesimo in successione biennale e il centoquattordicesimo nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Giannettino Odone. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 29 luglio 1681 e gli succedette Luca M. Invrea.

Il suo biennio dogale lo vede impegnato nella preparazione della difesa contro i Francesi che iniziavano ora a dare i primi segni di ostilità e per questo, inviò un Ambasciatore in Spagna al fine di concordare un aiuto armato.

Terminato il dogato, continuò a partecipare alla vita pubblica della città come Deputato nella Giunta di Marina ed in quella dei Confini. Morì nel 1692 e, ad oggi, non è noto il luogo di sepoltura. Si conserva però un pregevole ritratto del pittore Gio. Enrico Vaymer.

in breve

(Doge dal 1679 al 1681)

Figlio del Senatore Felice Spinola del ramo di Luccoli nonché Marchese di Arquata e di Maria Gentile. Discendente del famoso Gherardo Spinola, Signore di Lucca e di Tortona, così come il precedente Doge Tomaso (1613), nacque a Genova nel 1624.

Il suo nome venne ascritto al Libro d’oro nel 1634. Sposò Pellegrina Dongo nel 1646 che gli diede un solo figlio, Felice che continuò la discendenza unendosi a Ippolita Spinola-Lussio.

Prima del matrimonio, nel 1644, fu già impegnato come Magistrato degli Straordinari quindi, nel 1645, Commissario del Priamar a Savona. Passarono alcuni anni di silenzio delle fonti, forse perché in servizio presso il Banco di San Giorgio. Nel 1652 fu parte della Deputazione dell’Arsenale; nel 1653 e 54 fu Governatore di Savona. Venne investito della carica di Magistrato della Sanità durante la pestilenza del 1656-1657 e nonostante il delicato e tragico momento, si distinse per competenza e capacità. Dopo la peste, fu Capitano del Bisagno, della Polcevera e di Sestri, di seguito, Magistrato della Guerra. Nel 1665 diventò Ambasciatore alla Corte di Spagna, nomina che esercitò per un anno ma si trattenne lì anche nel 1667 per altri affari della Repubblica. Ebbe incarico come Ambasciatore, di dirigere la sosta di Marianna Infanta di Spagna nel suo viaggio verso l’Austria per convogliare a nozze con l’imperatore Leopoldo I. Nel 1672 partecipò attivamente alla guerra contro il Duca di Savoia insieme con il fratello, Gerolamo Spinola, Governatore di Savona. Respinsero con successo gli avversari presso le fortificazioni da loro erette al colle di Cadibona e di Rocca Ferraira. Vinto il nemico, nel 1675 fu Sindacatore e, di seguito: Senatore, Procuratore, deputato alla Giunta di Marina, preside del Magistrato di guerra, infine, Magistrato dell’Annona.

Agostino Spinola verrà eletto al titolo di Doge il 29 luglio 1679, l’ottantesimo in successione biennale e il centoquattordicesimo nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Giannettino Odone. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 29 luglio 1681 e gli succedette Luca M. Invrea.

Il suo biennio dogale lo vede impegnato nella preparazione della difesa contro i Francesi che iniziavano ora a dare i primi segni di ostilità e per questo, inviò un Ambasciatore in Spagna al fine di concordare un aiuto armato.

Terminato il dogato, continuò a partecipare alla vita pubblica della città come Deputato nella Giunta di Marina ed in quella dei Confini. Morì nel 1692 e, ad oggi, non è noto il luogo di sepoltura. Si conserva però un pregevole ritratto del pittore Gio. Enrico Vaymer (http://www.spinola.it/work/ritratto-del-doge-agostino-spinola-1679-1681/).

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