Luca Spinola (1628-1715)

(Doge dal 1687 al 1689)

Figlio del Senatore Luciano III degli Spinola di Luccoli e di Francisca Ferrero di Savona. Il padre Luciano III Spinola, feudatario di Pietrabissara e Dernice, è il fondatore del Palazzo Marchionale di Pietrabissara eretto nel 1648 (vedi nel sito:http://www.spinola.it/work/palazzo-spinola-di-pietrabissara/). Luca Spinola nacque presumibilmente a Genova nel 1628 ed ebbe nove fratelli, tra cui Carlo IV Spinola che ereditò dal padre il titolo di Marchese di Pietrabissara.

Luca venne ascritto al Libro d’oro della Nobiltà nel 1655 e sposò Vittoria de Marini q. Gerolamo, da cui non ebbe figli.

Si occupò, in età giovanile, del governo dei suoi feudi infatti, iniziò ad assumere incarichi politici, diplomatici e finanziari per conto della Repubblica solo più tardi.  Nel 1673 ebbe il suo primo incarico, ma solo dal 1680 ebbe mandati continuativi. La sua fama iniziò una lunga ascesa quando, nel 1684, la Francia bombardò a tradimento Genova. In quell’occasione, l’allora Doge Imperiale Lercari lo mise tra i sette uomini della Giunta di Guerra per la difesa della patria, mentre, il fratello di Luca, Giorgio Spinola, fu nominato Capitano della milizia urbana. Cessata la guerra nel 1685, la Repubblica volle eleggerlo a Supremo Sindacatore e subito dopo a Doge.

Salì al dogato il 27 agosto 1687, l’ottantaquattresimo in successione biennale e il centodiciottesimo nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Pietro Durazzo. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 27 agosto 1689 e gli succedette Oberto Della Torre.

Il suo biennio trascorse serenamente. Ebbe ancora contrasti e dissapori con la Francia a causa della corte pontificia di Innocenzo XI Odescalchi e di due cardinali genovesi, Cybo e Casoni e limitò le feste in quanto la città risentiva ancora delle ferite inferte dal bombardamento.

I lavori per il nuovo molo, sotto le fortificazioni di San Giacomo di Carignano, proseguirono. Dovette calmierare la tracotanza del Duca di San Pietro, degli Spinola de los Balbases e dei Principi Doria che, forti del fatto d’essere Grandi di Spagna, urtavano sia il popolo sia i nobili.

Terminato il mandato, continuò a servire la Repubblica fino al 1703 dopo, si ritirò a vita privata. Morì nel 1715, a 87 anni e venne sepolto nella Chiesa di San Gerolamo di Quarto a Genova.

in breve

(Doge dal 1687 al 1689)

Figlio del Senatore Luciano III degli Spinola di Luccoli e di Francisca Ferrero di Savona. Il padre Luciano III Spinola, feudatario di Pietrabissara e Dernice, è il fondatore del Palazzo Marchionale di Pietrabissara eretto nel 1648 (vedi nel sito:http://www.spinola.it/work/palazzo-spinola-di-pietrabissara/). Luca Spinola nacque presumibilmente a Genova nel 1628 ed ebbe nove fratelli, tra cui Carlo IV Spinola che ereditò dal padre il titolo di Marchese di Pietrabissara.

Luca venne ascritto al Libro d’oro della Nobiltà nel 1655 e sposò Vittoria de Marini q. Gerolamo, da cui non ebbe figli.

Si occupò, in età giovanile, del governo dei suoi feudi infatti, iniziò ad assumere incarichi politici, diplomatici e finanziari per conto della Repubblica solo più tardi.  Nel 1673 ebbe il suo primo incarico, ma solo dal 1680 ebbe mandati continuativi. La sua fama iniziò una lunga ascesa quando, nel 1684, la Francia bombardò a tradimento Genova. In quell’occasione, l’allora Doge Imperiale Lercari lo mise tra i sette uomini della Giunta di Guerra per la difesa della patria, mentre, il fratello di Luca, Giorgio Spinola, fu nominato Capitano della milizia urbana. Cessata la guerra nel 1685, la Repubblica volle eleggerlo a Supremo Sindacatore e subito dopo a Doge.

Salì al dogato il 27 agosto 1687, l’ottantaquattresimo in successione biennale e il centodiciottesimo nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Pietro Durazzo. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 27 agosto 1689 e gli succedette Oberto Della Torre.

Il suo biennio trascorse serenamente. Ebbe ancora contrasti e dissapori con la Francia a causa della corte pontificia di Innocenzo XI Odescalchi e di due cardinali genovesi, Cybo e Casoni e limitò le feste in quanto la città risentiva ancora delle ferite inferte dal bombardamento.

I lavori per il nuovo molo, sotto le fortificazioni di San Giacomo di Carignano, proseguirono. Dovette calmierare la tracotanza del Duca di San Pietro, degli Spinola de los Balbases e dei Principi Doria che, forti del fatto d’essere Grandi di Spagna, urtavano sia il popolo sia i nobili.

Terminato il mandato, continuò a servire la Repubblica fino al 1703 dopo, si ritirò a vita privata. Morì nel 1715, a 87 anni e venne sepolto nella Chiesa di San Gerolamo di Quarto a Genova.

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