Palazzo di Vincenzo Spinola

Palazzo di Vincenzo Spinola

1594

Questo storico edificio conosciuto oggi come Spinola Serra al n 31 di Via Canneto il Lungo a Genova  si è sviluppato nel corso dei secoli su preesistenti edifici medievali, ricondotti tra il XVI ed il XVII secolo in un originale organismo unitario. Gruppo di edifici che in origine erano situati nell’antica contrada dei Maruffi, fra l’attuale Canneto il Lungo, Vico Chiuso Casoni e quello dei Lavezzi. La stessa Via di Canneto si chiamava in antico “Strada dei Maruffi”.

MISE EN GARDE

Sur le site spinola.it nous travaillons à la révision de tous les répertoires.
Beaucoup d’entre eux doivent encore être mis à jour dans le contenu et la mise en forme.

Sommaire

Barbara Baliano lascò al nipote Vincenzo Spinola e da questi la proprietà passò a Francesco Serra, poi ai due nipoti di Francesco:  Gio. Antonio e Giacomo Serra, nati dal matrimonio del fratello Vincenzo con Anna Gentile.
Giacomo Serra, al quale fu assegnato per divisione ereditaria il palazzo di Via Canneto, non avendo alcun interesse per il palazzo Clavarezza, pochi anni dopo decise di mettere in vendita l’intero lotto che venne acquistato da Lorenzo Mongiardino per 160mila lire italiane dell’epoca. Nel 1947 il palazzo con gli annessi edifici fu acquistato dalla famiglia Calcagno.

Il testo è tratto con il permesso dell’autore da un articolo del Dr Armando Di Raimondo « Il palazzo di villa di Gio. Batta Baliano a Genova. L’eredità del Doge Bernardo Clavarezza ». In particolare « Il palazzo di città di Via Canneto il Lungo » pag 21 -25. Pubblicato su http://www.iisl.genova.it/mwa/content/structured/10/11/attachments/Villa%20Baliano.pdf 

Lieu

Lieu

Palazzo di Vincenzo Spinola

Histoire

Storia della proprietà Baliano

In origine il primo nucleo del palazzo era di proprietà del magnifico Leonardo Cibo Clavarezza il quale nel 1551 fece costruire un cortile fra la sua casa e quella confinante con Gio Giacomo Pinelli Mainero. Nel 1594 la proprietà si estese per opera del figlio di Leonardo, Bernardo Clavarezza, il quale conseguì estimo su una casa adiacente composta da due stanze poste sotto la sua terrazza e su un’altra casetta situata nella strada dei Maruffi.
Bernardo Clavarezza  nel 1627 nominò erede universale di tutti i suoi beni il nipote Gio Batta Baliano. Eredità che comprendeva anche il palazzo di città che Bernardo possedeva nella strada dei Maruffi proprietà alla quale nel 1639 il Baliano aggiunse una casa confinate acquisita dal reverendo Gio Francesco Bottaro.
Nel 1654 Gio Batta Baliano commissionò al maestro Muratore Michele Rusca, sotto la sua diretta supervisione, la costruzione di alcune nuove stanze nella parte retrostante il palazzo, vero Piazza Nuova. Considerato che Gio Batta Baliano aveva eletto come sua residenza il palazzo di Carignano appena venne in possesso del palazzo di città di Bernardo Clavarezza, pensò bene di porlo in locazione. Un primo contratto di affitto è del 1635 sottoscritto dal Baliano a favore di Domenico Frugone che prese in locazione il palazzo arredato con ancora tutta la quadreria appartenuta al doge Bernardo Clavarezza.
Nel 1654 Gio Batta Baliano affittò il palazzo a Giannettino  Giustianiani per 176 scudi d argento l’anno . Non essendovi quadri questa volta il Baliano fece sottoscrivere al conduttore un inventario di tutte le camere, gli infissi , finestre, balconi esistenti nel palazzo compresa una statua detta di Lucrezia  con relativa fontana posta su una terrazza.
I fratelli Nicolò e Bernardo, eredi di Gio Batta Baliano, proseguirono l’opera di consolidamento ed ampliamento del palazzo. Nel 1671 essi acquistarono da Paolo Camillo Mainero una casa con casette nella contrada dei Maruffi confinanti con l’originale proprietà ereditata dal padre in prossimità di Piazza Nuova. Definito l’acquisto i due fratelli Baliano affidarono all’architetto Matteo Lagomaggiore la progettazione, i lavori di restauro e di rifacimento del nuovo immobile, al fine di renderlo omogeneo e funzionale all’adiacente edificio già di loro proprietà. Per completare l’articolata composizione di questo immobile nel 1672 i fratelli Baliano acquisirono dalla famiglia Brignole un’altra casa, posta nel carruggio dei Lavezzi ma confinante con la loro proprietà, edificio che andò a consolidarsi e collegarsi con il palazzo di Strada dei Maruffi. Successivamente i due fratelli Baliano acquisirono sempre in Vico Lavezzi i fondi di una casa di proprietà di Orazio Muzio, edificio che nel 1684 era stato danneggiato dal bombardamento della flotta navale del re Sole. Nel 1700 dopo la morte dei fratelli Nicolò e Bernardo, l’eredità passò a Carlo Baliano, figlio di Nicolò il quale a sua volta lasciò il palazzo di Via Canneto il Lungo alla figlia Barbara.