La chiesa di San Luca viene riedificata nella forma attuale fra il 1626 e il 1650. Il suo progetto viene attribuito a Bartolomeo Bianco nell’impianto planivolumetrico e all’architetto lombardo Carlo Mutone nel disegno della facciata. Il prospetto occupa quasi interamente la piazza ma non utilizza il tradizionale schema a due ordini sovrapposti; le doppie lesene, impostate su di un alto basamento in marmo, permettono di leggere le misure della navata interna e sorreggono un frontone riccamente decorato da festoni che incorniciano la finestra semicircolare, molto ampia in confronto alla dimensione della chiesa. I due corpi laterali arrivano in altezza solo alla prima architrave e donano proporzione e leggerezza al disegno complessivo. All’interno possiamo ammirare uno dei più armoniosi
spazi del barocco genovese. Le dimensioni sono contenute ma la pianta ad aula unica acquista importanza grazie al profondo presbiterio con coro curvilineo. Al centro un alto tamburo è impostato su archi a tutto sesto – i laterali con ampie vetrate – e tutta la sua altezza è sfruttata per ospitare otto ampie finestre che donano quella luminosità che rende l’atmosfera magica e consente una perfetta lettura dell’opera a fresco.