Palazzo di Gioffredo Spinola

Palazzo di Gioffredo Spinola

1588

Denominazione Spinola
PALAZZO DI GIOFFREDO SPINOLA
Nome attuale
Palazzo Spinola Gentile
Indirizzo
Via San Luca, 4 – Genova
Attuale/i proprietario/i
Privati
Stato di conservazione
buono
Visibilità
Esterna. L’interno è visitabile nelle parti comuni (atrio e scalone)
Anni di costruzione
prima del XII secolo
Architetto
sconosciuto

MISE EN GARDE

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Sommaire

(XIII secolo)
L’immobile sorge in una zona anticamente abitata, tra la Ripa e Via San Luca dove, da prima del medioevo, trovavano posto botteghe, magazzini, fondi e, ai piani superiori, abitazioni, spesso pertinenti i negozi sottostanti. Luogo frenetico e vivace che ancora oggi, nonostante il legame con il porto sia decisamente cambiato, ha mantenuto il suo antico carattere commerciale e cosmopolita. Questo ha profondamente influenzato e determinato le scelte costruttive dell’intera area, in altre parole, ha finito col plagiare l’urbanistica stessa. L’edificio, dunque, non è altro che l’espressione del contesto mercantile in cui è inserito, dove prevalgono l’interesse e l’utilità sopra qualunque canone di simmetria ed estetica. Oggi, nonostante l’edificio abbia subito successivi cambi di destinazione d’uso, da nobile dimora, a casa da pigione, a struttura frazionata di tipo residenziale, con conseguenti lavori (ancora in corso) di adeguamento, ha comunque mantenuto la sua estensione: il fronte principale, rivolto a nord,  ha un ampio sviluppo longitudinale su Via San Luca, il prospetto laterale ovest occupa tutto Vico del Serriglio, il fronte sud si affaccia sulla Ripa, occupando due campate di portici, in angolo col suddetto vicolo e, salendo per Vico San Raffaele, (oggi chiuso, in parte, con cancellate per motivi di sicurezza), il fronte prosegue su Vico De Negri, infine il lato est è cieco, in quanto aderente al costruito affianco.

Il palazzo fu inserito nel sistema dei Rolli: 1588 (III), 1599 (II) per entrambi gli anni, a nome di Gioffredo Spinola di Luca, con residenza in Vico del Serriglio, 1 e 1614 (II) a nome di Giacomo Gentile, con residenza in via San Luca, 4.

Lieu

Lieu

Palazzo di Gioffredo Spinola

Via San Luca 4
16123 Genova

Via San Luca, l’antico carrubeus major, luogo frenetico e vivace che ancora oggi, nonostante il legame con il porto sia decisamente cambiato, ha mantenuto il suo antico carattere commerciale e cosmopolita.

Histoire

«Appartenente già dal XII secolo al prestigioso casato degli Spinola, l’edificio, sorto lungo l’antico carrubeus maior (attuale via San Luca), manifesta con la lunga durata di questa proprietà l’interesse della nobiltà feudale genovese per una diretta attività mercantile. Tipico esempio di espansione ramificata, questo organismo architettonico si struttura attraverso un complesso schema aggregativo – oggi del tutto stravolto – che si compone di unità edilizie rilevanti, tra le quali si ritroverebbero con una qualche difficoltà il celebre palazzo di Gioffredo Spinola (rolli 1588-1599, attuale vico del Serriglio, 1) e l’antica chiesa di San Raffaele. Abitato dalla famiglia di Giacomo Gentile (rollo 1614?), a titolo forse di semplice affittuaria, l’edificio si espande ulteriormente nel 1686, dotandosi di una struttura sovrappassante che gli consente di raggiungere la Ripa e di ottenere l’affaccio sul mare. Venduto da Gerolamo Spinola Pallavicini agli eredi dello stesso Gentile nell’Ottocento, il palazzo viene ulteriormente trasformato con la riduzione del vasto portico (secolo XIX) e l’eliminazione di alcuni accessi laterali (secolo XX?)». (Testo tratto da Poleggi E. (a cura di), Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 77).

Décoration

L’edificio è il risultato di successivi accorpamenti, unioni tra un lotto e l’altro, realizzati con audaci giochi di comunicazione interna pur di mantenere il costruito, una combinazione di cellule, un incastro, tanto che, ad oggi, entrando nel civico 4, si incontrano ben quattro corpi scala, con percorsi tutti differenti fra cui, il vero e proprio scalone monumentale prospiciente via San Luca. Questo insieme ad altre opere di ricomposizione interna, è un palese segno dell’influenza che ebbe il cantiere di Strada Nuova sul centro storico. Un avvenimento di grande portata che provocò innumerevoli opere di adeguamento e rinnovamento, secondo il gusto “rinascimentale” attuate sul vecchio tessuto medievale. Nell’edificio, apparentemente lontano dalla sperimentazione in atto nei grandi palazzi di via Garibaldi, venne invece inserita la classica sequenza atrio-scalone-loggia-salone. Luciano Grossi Bianchi, nel suo articolo Palazzi del XVI e XVII secolo nella Genova dei carruggi, in Argomenti di architettura genovese tra XVI e XVII secolo, a cura di L. Grossi Bianchi, A. Boato, A. Decri, F. D’Angelo, Genova 1995, pp. 15-16, così scrive: «Del palazzo degli Spinola (oggi, n.1 di vico del Serriglio) che nei soliti rolli è a nome di Gioffredo Spinola figlio del doge Luca, possiamo solo cogliere la ramificata estensione, tra il vico dritto di Banchi e la Ripa, in una planimetria del 1686 inviata ai Padri del Comune per ottenere un ulteriore ampliamento con l’annessione di una casa verso Banchi. Si chiedeva a tal fine di poter costruire un archivolto sul vico di San Raffaele: vicolo che era già scavalcato dalla “sala” la cui ampiezza era l’evidente risultato di altre unioni edilizie. La rappresentazione planimetrica di un solo piano, anche se supera i mille mq., è troppo poco per capire come il palazzo potesse essere vissuto. Leggiamo però che dallo scalone si arrivava alla sala maggiore attraverso un’“antisala” – che era un loggiato a colonne aperto da un lato verso la strada e, dal lato interno, verso un chiostrino pensile – e che si percorrevano cinque salotti per raggiungere l’affaccio al mare attraverso i cento palmi (circa 25 m) di una lunga galleria: una sequenza di spazi, conclusa nella visione del porto che, in quanto a suggestione, non doveva cedere di fronte alle più sontuose residenze delle Strade Nuove». Proprietario e autore della richiesta del 1686 fu Geronimo Spinola Pallavicino, figlio di Thobia e cugino primo di Brigida Spinola, di cui si conserva il prezioso ritratto di Rubens.

Bibliographie

  • Grossi Bianchi L., Palazzi del XVI e XVII secolo nella Genova dei carruggi, in Argomenti di architettura genovese tra XVI e XVII secolo, a cura di L. Grossi Bianchi, A. Boato, A. Decri, F. D’Angelo, Genova 1995, pp. 7-22
  • Poleggi E. (a cura di), Ripa porta di Genova, Genova 1993, pp. 136-139
  • Poleggi E. (a cura di), Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 77
  • Pomella G. (a cura di) fotografie di Tambuscio P., Palazzi dei Rolli, Genova 2003, p. 131