Palazzo di Giovanni Battista e Andrea Spinola (1564-1567)

Denominazione Spinola: PALAZZO DI GIOVANNI BATTISTA E ANDREA SPINOLA
Nome attuale: Palazzo Doria Spinola
Indirizzo: Via G. Garibaldi, 6 – Genova
Attuale/i proprietario/i: Famiglia Doria
Stato di conservazione: ottimo
Visibilità: esternamente. L’interno è visitabile nelle parti comuni (atrio e cortile).
Anni di costruzione: dal 1564 al 1567
Architetto: Bernardino Cantone e Giovanni Battista Castello

in breve

Denominazione Spinola: PALAZZO DI GIOVANNI BATTISTA E ANDREA SPINOLA
Nome attuale: Palazzo Doria Spinola
Indirizzo: Via G. Garibaldi, 6 – Genova
Attuale/i proprietario/i: Famiglia Doria
Stato di conservazione: ottimo
Visibilità: esternamente. L’interno è visitabile nelle parti comuni (atrio e cortile).
Anni di costruzione: dal 1564 al 1567
Architetto: Bernardino Cantone e Giovanni Battista Castello

scheda

La progettazione del palazzo è attribuita dal Labò (1925, 7 e 1956, 134) a Giovanni Battista Castello il Bergamasco che nel settembre del 1564 fornì ai marmorari modelli per le colonne della fabbrica. Bernardino Cantone rimane comunque il capomastro principale nella realizzazione di questa come di altre dimore di Strada Nuova, presenza accertata e confermata dalle carte ritrovate dal Poleggi (1968, 224). L’edificio venne completato nel 1567 e comunque entro il 1569; del suo aspetto originario rimangono le incisioni del Rubens (1622) che riportano pianta e prospetto principale. Quest’ultimo fu oggetto di un radicale rinnovamento a causa del cannoneggiamento del Re Sole (1684 ca) che compromise la facciata e altre parti strutturali. L’intervento di recupero del fronte principale fu opera dell’architetto Giovanni Antonio Ricca senior (1651-1725) che lo trasformò da semplice e lineare com’era, all’attuale forma in stile tardo barocco. La nuova veste, eseguita dal capo d’opera Bartolomeo della Torre, ammodernò l’edificio e servì a riequilibrare l’insieme infatti, durante i medesimi lavori, si provvide all’innalzamento del mezzanino e si aggiunse un ulteriore piano sovrastante. Torriti (1970, 125-157) data alla stesso periodo la chiusura della loggia del primo piano, del peristilio e del porticato sul giardino con muri e tramezze per ricavarne nuovi ambienti. Cambiamenti invasivi che però hanno lasciato intatto il primitivo impianto basato su una pianta impostata con asse centrale intorno al quale si dispongono i vani d’abitazione e, centralmente, l’atrio, il cortile ed infine il giardino. Oggi, camminando lungo via Garibaldi, è ancora possibile apprezzare questo scenografico cannocchiale che termina in una graziosa statua di Afrodite posta nella nicchia del giardino. (Testo a cura di Silvia Melogno, cfr. Bibliografia).

storia

Il lotto fu acquistato all’asta pubblica del 1551 da Leonardo Gentile che lo rivendette al fratello Costantino. Il 18 maggio 1563 i fratelli Giovanni Battista, detto “il Valenza” e Andrea Spinola di Nicola comprarono il lotto ancora inedificato dal Gentile. Nel 1564 o nel 1566 (secondo Poleggi, 1968, 219) Andrea Spinola cedette la sua parte al fratello Giovanni Battista Spinola. L’edificazione del palazzo avvenne sotto la direttiva Spinola ma non è dato sapere se fu intrapresa dai due fratelli o dal solo Giovanni Battista; venne comunque ultimata tra il 1567 e il 1569.

Fu abitato da Ambrogio Doria, rappresentante di Giovanni Battista Spinola, tra fine ‘600 e primi del ‘700 inoltre, il legame tra i due nobiluomini venne rafforzato dal matrimonio tra Franco Spinola, secondogenito di Giovanni Battista e Bettina Doria, figlia di Ambrogio. Nel 1723 si estinse il fedecommesso Spinola ed il palazzo passò ad Antonio e Clemente Doria, figli di Ambrogio (Poleggi 1968, 220). Oggi è ancora di proprietà della famiglia Doria.

(Testo a cura di Silvia Melogno, cfr. Bibliografia).

Il palazzo fu inserito nel sistema dei Rolli: 1576 (I), 1588 (II), 1599 (I), 1614 (I) e 1664 (I).

decorazione

E’ stata realizzata da Andrea Semino con i figli, Alessandro e Cesare, nell’arco temporale compreso tra il 1570 ed il 1575. Piano terra: ha tre sale affrescate, dislocate negli angoli dell’edificio. La prima, a nord-est, prospiciente via Garibaldi, presenta le Storie di Giasone. Nel riquadro centrale: Giasone afferra il vello d’oro, dopo che Medea ha addormentato il drago; nei riquadri laterali, ad ovest, Giasone si accomiata da Pelia; a sud, Giasone si imbarca; ad est, Giasone e Medea, infine, a nord, Giasone ara il campo sacro a Marte seminandovi i denti del drago e combattendo contro i guerrieri che ne nascono. La sala a sud-est, con affaccio sul giardino, ha affreschi ispirati alle Storie di Amore e Psiche. Nel riquadro centrale: Amore ottiene da Giove di congiungersi in matrimonio con Psiche che viene ammessa al concilio degli Dei; nei riquadri laterali, ad ovest, Le due sorelle fanno visita a Psiche; a sud, Psiche nel palazzo di Amore; ad est, Psiche esposta sulla rupe, infine, a nord, Vendetta di Psiche: le sorelle cadono dalla rupe. Tutti i riquadri sono stati incorniciati da una pesante greca di gusto neoclassico, rifatta all’inizio dell’Ottocento, così come per quelli della successiva sala. Questa, posta nell’angolo sud-ovest, sempre rivolta sul giardino, ha affreschi derivati dalle Storie di Perseo e Andromeda. Il riquadro centrale raffigura Perseo con la testa di Medusa davanti al concilio degli Dei e nei riquadri minori, ad ovest, Perseo salva Andromeda; a sud, Perseo dona la testa di Medusa a Minerva, accompagnata da Mercurio; ad est, Perseo giunge a Serifo e presenta la testa di Medusa a Polidette che impietrisce, infine, a nord, Perseo con la testa di Mudusa. Piano nobile: la decorazione pittorica comprende la volta del grande salone, interamente dedicata alle Imprese della famiglia Spinola  e due salotti, di cui, uno, opera di Luca Cambiaso. Il salone, affrescato dai Semino ha, nel riquadro centrale, l’Ambasceria di Oberto Spinola a Federico II e, nei riquadri laterali, ad ovest, Nomina di Nicolò Spinola a condottiero del mare da parte di Federico II nel 1239; a sud, Guidone Spinola, figlio di Oberto, porta aiuto all’esercito cristiano assediato in San Giovanni d’Acri; ad est, Nozze di Argentina Spinola, figlia di Opizzo, con Teodoro, figlio dell’imperatore Andronico e marchese del Monferrato; a nord, Incontro tra Guidone Spinola e un principe orientale. La sala nell’angolo nord-est, prospiciente via Garibaldi, detta anche, Sala delle punizioni, per il ciclo di affreschi che vi si trova, è opera del Cambiaso. Nel riquadro centrale della volta, Caduta di Fetonte, nei riquadri laterali, ad ovest, Caduta dei Giganti; a sud, Caduta di Icaro; ad est, Scorticamento di Marsia, infine, a nord, Minerva colpisce Aracne. Le incorniciature a stucco dorato sono state rinnovate nel sec. XVIII. L’ultima sala, nell’angolo sud-ovest, rivolta verso il giardino, ha, nel riquadro centrale, Giove e Danae, sempre della bottega dei Semino. (Testo a cura di Silvia Melogno, cfr. Bibliografia).

bibliografia

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  • Alizeri F., Guida illustrativa del cittadino e del forestiero per la città di Genova e sue adiacenze, Genova 1875, pp. 192-196 (“Palazzo del Marchese Giorgio Doria”)
  • Caraceni F., Una strada rinascimentale. Via Garibaldi a Genova, Genova 1992, pp. 93-104
  • Catalogue of the Drawings Collection of the Royal Institute of British Architects, O-R, ed. J. Lever, Franborough 1976, p. 164
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  • Labò M., I palazzi di Genova di P.P. Rubens e altri scritti di architettura, Genova 1970, pp. 111-116
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  • Müller Profumo L., Le pietre parlanti. L’ornamento nell’architettura genovese 1450-1600, Genova 1992, pp. 428-429
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  • Poleggi E. (a cura di), Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, Torino 1998, p. 178
  • Poleggi E. e F. (a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova 1974, p. 155 e 305-307 (“Palazzo del quondam Giorgio Doria”)
  • Poleggi E., Genova una civiltà di palazzi, Milano 2002, pp. 77-79
  • Poleggi E., Strada Nuova una lottizzazione del Cinquecento a Genova, Genova 1968, pp. 219-244
  • Pomella G. (a cura di) fotografie di Tambuscio P., Palazzi dei Rolli, Genova 2003, p. 43
  • Ratti C.G., Instruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura, scultura ed architettura, Genova 1780, p. 278 (“Palazzo del Sig. Giorgio Doria”)
  • Ratti C.G., Istruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura, scultura ed architettura, Genova 1766, p. 243-245 (“Palazzo del Signor Giorgio Doria”)
  • Rott H.W. (by), Rubens. Palazzi di Genova: architectural drawings and engravings, London 2002, vol. I pp. 184-187, vol. II fig. dalla 155 alla 161
  • Rubens P.P., Palazzi di Genova, Antwerp 1622 (e 1652), (Palazzi Moderni: “Palazzo del Sig.r Niccolò Spinola”)
  • Torriti P. (a cura di), Palazzo Doria – Spinola (Associazione Industriali), in Guide di Genova, n. 19, Genova 1976
  • Torriti P., Tesori di Strada Nuova la Via Aurea dei genovesi, Genova 1970, pp. 126-157
  • Vagnetti L. (a cura di), Genova, Strada Nuova, Genova 1970, pp. 171-180

 

Categorie di repertorio

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