Tomaso Spinola nacque a Genova nel 1557, figlio di Antonio Spinola del ramo di Luccoli e di Faustina Doria. Apparteneva a quel ramo della famiglia Spinola discendente del famoso Gherardo Spinola, Signore di Lucca e di Tortona. Fu il 90° Doge della Repubblica di Genova tra il 1613 ed il 1615.
Sposò Delia Spinola, figlia del Magnifico Giuliano, che lo rese padre di tredici figli, otto maschi e cinque femmine, delle quali tre si fecero monache mentre, Francesco Maria diventò teatino e fu Vescovo di Savona. Gli altri continuarono la nobile stirpe. Le cronache lo ricordano particolarmente devoto alla famiglia infatti, durante la pestilenza del 1579 e 80, decise di portare i suoi cari lontano dai focolai cittadini, rifugiandosi nella Villa di Castagna, di proprietà del parente Oberto Spinola, per sfuggire il malanno ed offrire loro protezione.
Nel 1577, a soli vent’anni, era già Capitano di Galere ma passarono molti anni prima di vederlo a pieno servizio della Repubblica. Nel 1596 e 97 ebbe il suo primo incarico di Governatore a Savona; tornato a Genova, fu Magistrato degli Straordinari e, due anni dopo, Magistrato dell’Abbondanza, nello stesso anno fu Sindacatore dell’Oltregiogo. Nel 1600 fu Commissario di Savona, l’anno dopo, Sindacatore della Riviera di Ponente e nel 1604, Capitano a Chiavari. Nel 1605 divenne Senatore e Procuratore della Repubblica. Nel 1609 fu Magistrato della Misericordia, l’anno successivo, Capitano della Polcevera e Commissario contro i banditi per la stessa Valle. Rimase Governatore della Repubblica fino alla sua nomina a Doge.
Salì al dogato il 21 aprile 1613, la quarantacinquesima in successione biennale e la settantanovesima nella storia della Repubblica, dopo la precedente gestione di Alessandro Giustiniani-Longo. Il suo mandato terminò, come da scadenza, il 21 aprile 1615 e gli succedette Bernardo Clavarezza. La sua elezione fu contrastata perché riuscì ad avere la carica con uno scarto di soli sei voti contro il rivale Ambrogio Doria. Ebbe quindi il merito di aver moderato l’influenza e l’ingerenza autoritaria di Principi Doria nella Res Publica.
Il suo biennio fu fortunatamente pacifico, segnato però da una calamità naturale, la mareggiata dell’11 novembre 1614 che danneggiò gravemente il porto. Il Doge diede subito mandato ai Conservatori del Mare di provvedere alle necessarie opere di ripristino dei pontile e delle darsene.
Terminato il dogato, ebbe altri incarichi da parte della Repubblica infine, venne insignito della carica di Procuratore Perpetuo.
Morì nel 1631 e sepolto presso la sua Cappella nella Chiesa di Santa Caterina di Genova.

Savona antica. Immagina tratta da http://xoomer.virgilio.it/veruska.77/savonaarte.htm