Libro delle Ore Spinola

Libro delle Ore Spinola

1520

Il Libro delle Ore Spinola è un manoscritto miniato e illustrato che appartiene a quel ricco e sublime fenomeno dei libri devozionali cristiani.

Nell’immagine: particolare della pagina “L’incoronazione della Vergine” dal Libro delle Ore Spinola – Opera del Maestro di Giacomo IV di Scozia (fiammingo, prima del 1465 – circa 1541) tratto da https://www.getty.edu/art/collection/object/103S7V

 

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La Scheda

Il Libro delle Ore Spinola è un manoscritto miniato e illustrato che appartiene a quel ricco e sublime fenomeno dei libri devozionali cristiani. Essi si svilupparono nel Medioevo ed ebbero particolare successo quali oggetti preziosi per le classi abbienti.
I Libri delle Ore erano oggetti domestici, intimi e dal possesso personale. Erano pari a “gioielli di famiglia”. I libri devozionali furono inizialmente opera di religiosi che non venivano pagati per eseguirli. Committenti privati iniziarono solo in seguito a richiederli e ciò diede adito allo sviluppo di professionalità artistiche dedite alla creazione di tali oggetti preziosi con un corrispondente ed alto valore di mercato. I manoscritti miniati ebbero subito un elevato costo ed i Paese Bassi si specializzarono in questa raffinata produzione indirizzata alle classi alte (principi, aristocrazia e oligarchia mercantile d’Europa).
I Libri delle Ore avevano dunque una dimensione intima oltre a racchiudere immagini religiose che enfatizzavano il rapporto diretto tra l’individuo, alias, proprietario dell’opera e Dio o Salvezza, senza l’intermediazione della Chiesa.
La dimensione intimistica veicolata da questi capolavori ben si attaglia all’ambiente fiammingo, in linea con quanto il calvinismo ed il luteranesimo stavano innervando.

Autore Silvia Melogno

Immagini e notizie tratte dal sito https://www.getty.edu/art/collection/object/103RVJ

Dove

Dove

Libro delle Ore Spinola

J.Paul Getty Museum
1200 Getty Center Dr, Los Angeles, CA 90049, Stati Uniti
https://www.getty.edu/museum/
https://it.wikipedia.org/wiki/Getty_Museum

Il Getty Museum colleziona dipinti, disegni, sculture, codici miniati, arti decorative europee e fotografie europee, asiatiche, e americane. Eccetto che per le fotografie, il museo non raccoglie opere moderne, dal XX secolo in avanti.
Nel 1974, Jean Paul Getty aprì il suo secondo museo nella sua proprietà di Malibù in California, volendo ricreare la villa dei papiri di Ercolano. Nel 1997 il museo si trasferì nella sua collocazione attuale, progettata dall’architetto Richard Meier. La casa di Malibù venne ristrutturata e ribattezzata Getty Villa. La villa Getty attualmente ospita sculture romane, etrusche e greche, come l’Atleta di Fano. Fra le opere esposte al Getty Center di Los Angeles ricordiamo anche Iris di Vincent van Gogh.

La Storia

Il primo passo è collocare il Libro delle Ore Spinola nel tempo e nello spazio: esso fu realizzato tra il 1515 ed il 1520 e si inquadra nel Rinascimento fiammingo, inoltre, nacque con sicurezza per volere di una committenza aristocratica di alto lignaggio, in particolare, è da ascrivere alla corte di Margherita d’Asburgo.

La cronologia o storia del manoscritto è l’ultimo tassello di questa breve descrizione. Si è già accennato che fu creato presso la corte di Margherita d’Asburgo (1480-1530). Essa era figlia di Massimiliano I d’Asburgo e di Maria di Borgogna. Suo fratello maggiore era Filippo I di Castiglia, marito di Giovanna di Castiglia. Andò in sposa giovanissima (1495) a Giovanni d’Aragona, ma purtroppo il consorte tanto amato morì in giovane età (1497). Dalla loro unione nacque una bambina, morta alla nascita. Si risposò in seguito (1501) con Filiberto II di Savoia, ma anche questo matrimonio ebbe breve durata poiché il marito si ammalò di una febbre virulenta e morì nel 1504. Si ricorda in proposito l’episodio secondo cui per salvargli la vita, Margherita diede le sue preziose perle da tritare per crearne un farmaco miracoloso che purtroppo non ebbe i sperati effetti. Dopo questa sequenza di lutti la nobildonna decise di non risposarsi più e di ritornare dalla Savoia alla sua terra d’origine. Lì si circondò di artisti, poeti e architetti e fu mecenate delle arti. Fu inoltre una donna tra le più illuminate della sua epoca, dotata di genio politico tanto che nel 1507 venne nominata dal padre Governatrice dei Paesi Bassi. Morì nel 1530 e tenne il governo quasi fino all’ultimo. Molti artisti lavorarono alla sua corte[1], tra cui appunto Gerard Horenbout che sappiamo essere stato impiegato presso di lei dal 1515 ed anche Alexander Bening che fu arruolato lì nell’ultima parte della sua carriera fino alla morte avvenuta nel 1519. Margherita fu una fervida collezionista d’arte e oltre a possedere il già ricordato dipinto “Ritratto dei coniugi Arnolfini”, arrivò ad avere circa 400 manoscritti, tra questi, vi erano il Libro d’Ore Spinola, Les Très riches heures du Duc de Berry, già citato in precedenza[2] ed anche il Libro di Preghiere di Rothschild[3]. Questi tre codici miniati sono correlati fra loro poiché presentano una stessa legatura, infatti, Les Très riches heures ha non solo una copertina molto simile al Libro d’Ore Spinola, ma addirittura porta gli stemmi della famiglia Spinola e della famiglia Serra, così anche il Libro di Preghiere di Rothschild ha la stessa fattura artigianale in pelle rosso scuro con rifiniture in oro, ascrivibili alla stessa bottega artigianale italiana e databili al XVIII secolo[4]. Ciò si spiega poiché dopo la morte di Margherita, attraverso vari passaggi, i manoscritti arrivarono in Italia. I suoi beni furono ereditati dalla nipote Maria d’Asburgo (1505-1558), figlia del fratello Filippo I, ma di questo trapasso non si ha traccia poiché i manoscritti non risultano registrati tra i libri della nobildonna. In seguito comparirono inventariati nella libreria del Duca di Borgogna[5] nel 1569 circa. I tre manoscritti passarono poi nelle mani di Ambrogio Spinola (1569 – 1630), comandante delle truppe spagnole nei Paesi Bassi che probabilmente ne entrò in possesso quale “bottino di guerra” o quale ricompensa per le sue gesta militari[6]. Si ipotizza con probabilità che portò i tre preziosi libri a Genova durante il viaggio del 1629 nel quale accompagnò, tra l’altro, il pittore Diego Velazquez nel capoluogo ligure[7] per proseguire la tradizione pittorica di Rubens.

Fu a Genova che i tre codici miniati acquisirono la nuova legatura ancora oggi esistente. Essa venne forse fatta eseguire da Vincenzo Spinola di San Luca (1752 – 1826) poiché il suo unico erede fu Giovanni Battista Serra (1768 – 1855) e Les Très riches heures, come ricordato poc’anzi, porta sia lo Stemma Spinola sia Serra. Rimasero riuniti a Genova fino al 1856 circa e in quella data il Libro di Preghiere di Rothschild fu acquistato da Anselm von Rothschild di Vienna, da qui il manoscritto prede il nome. Les Très riches heures fu invece comprato dal Duca Enrico d’Orléans, Duca d’Aumale e successivamente lasciato all’Istituto di Francia, Museo Condé, ove tutt’oggi si trova, mentre, del Libro d’Ore Spinola si perdono ancora una volta le tracce, sebbene si ipotizza che anch’esso fu venduto come gli altri due.
Nel 1975 il codice Spinola fu portato da Sotheby’s a Monaco da un macellaio in pensione di Berlino[8]. Egli raccontò che apparteneva alla sua famiglia da generazioni, che Hermann Göring provò a comprarlo e che durante la guerra lo nascosero dentro la carcassa di una vecchia radio svuotata. Una volta giunto da Sotheby’s fu messo all’asta e venduto a Londra nel 1976 per 370.000 sterline ad Hans Peter Kraus[9]. Fu proprio Kraus che assegnò l’appellativo Spinola al manoscritto[10] poiché oltre ad essere un ottimo commerciante di libri antichi e rari, ne era anche esperto intenditore e uomo di grande cultura.
Il Libro d’Ore Spinola fu quindi rivenduto da Kraus nel 1978 a Peter Ludwig e a sua moglie Irene, magnati del cioccolato, per oltre un milione di dollari[11]. Nel 1983 la collezione Ludwig fu venduta in blocco al Getty Museum di Los Angeles, ove si trova ancora oggi.

[1] Il primo che correlò il Libro d’Ore Spinola a Margherita fu lo storico dell’arte Joachim Plotzek nel 1982.

[2] Les Très riches heures du Duc de Berry, il più famoso codice miniato al mondo, risalente agli anni 1412 – 1416, capolavoro dei Fratelli Limbourg, fu commissionato appunto dal Duca di Berry o Giovanni di Valois. Appartenne in seguito a Carlo I di Savoia e a sua moglie Bianca di Monferrato. La loro figlia, Iolanda di Savoia, fu la prima moglie di Filiberto II di Savoia, ma morì in tenera età cosicché il manoscritto, passò per eredità a Margherita d’Asburgo, quale seconda moglie di Filiberto. La nobildonna lo portò dunque alla sua corte dopo la morte del marito.

[3] Op. cit. p. 553.

[4] Op. cit. p. 551 e segg.

[5] Op. cit. p. 560. Ciò non sembra strano poiché Maria d’Asburgo era la nipote di Massimiliano I d’Asburgo e di Maria di Borgogna.

[6] Ibidem.

[7] Mostaccio S., García García B.J, Lo Basso L., Ambrogio Spinola between Genoa, Flanders and Spain, Leuven University Press 2022, p. 197.

[8] Op. cit. p. 561.

[9] Hans Peter Kraus (Vienna 1907 – Ridgefield (USA) 1988) è stato un commerciante di libri austriaco descritto come “senza dubbio il commerciante di libri rari di maggior successo e dominante nel mondo nella seconda metà del XX secolo”. Di origine ebraica, si trasferì in America dopo essere stato portato in campi di concentramento e lì continuò la sua opera di collezionista e negoziante. Da https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_P._Kraus

[10] Op. cit. p. 513.

[11] Op. cit. p. 517.

Decorazione

Vi lavorarono diversi artisti, in particolare, ne sono stati individuati cinque[1]:

  • Il “Maestro di Giacomo IV”, così chiamato poiché compilò il Libro d’Ore del Re di Scozia, oggi conservato a Vienna. Egli è stato identificato nell’artista Gerard Horenbout, pittore di corte di Margherita d’Asburgo dal 1515. A lui sono attribuite la maggior parte delle illustrazioni del Libro Spinola, per un totale di 46 pagine miniate
  • Il “Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano”, il cui nome, come il precedente, è dedotto dal fatto che compilò il manoscritto realizzato per Massimiliano, imperatore del Sacro Romano Impero (1459-1519)[2]. Egli è stato identificato nell’artista Alexander Bening, attivo e documentato dal 1469 al 1519, anno della sua morte. A lui sono attribuite 24 rappresentazioni nel Libro d’Ore Spinola
  • Il “Maestro della Bibbia di Lubecca” che deve il suo nome alla Bibbia stampata a Lubecca nel 1494. A lui sono state attribuite 8 illustrazioni nel libro Spinola
  • Il “Maestro del libro di preghiere di Dresda” che appunto deve il nome l’omonimo libro del 1470 c. A lui sono state attribuite 3 rappresentazioni
  • Il “Maestro dei libri di preghiere del 1500 circa” così chiamato per un gruppo di manoscritti devozionali della stessa mano risalenti agli anni attorno al 1500 e che lavorò in un libro d’Ore per Margherita d’Asburgo, oggi conservato a Vienna. A lui sono attribuite solo 2 miniature nel libro Spinola

Si deduce perciò che il “Maestro di Giacomo IV” fu il principale artista del manoscritto e che il secondo autore più importante fu il “Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano”, mentre gli altri miniatori ebbero un ruolo marginale nell’equilibrio dell’opera.

Segue la struttura del Libro d’Ore Spinola con indicato il relativo artista per ogni miniatura. E’ significativo che nonostante vi lavorarono diverse persone, sembrerebbe che non siano state messe in atto collaborazioni di sorta, ossia, ogni artista avrebbe realizzato integralmente e completamente la sua opera senza l’interferenza o l’aiuto di altri. Perciò apparentemente non vi sono state suddivisioni di compiti come, invece, spesso accadeva in ambito artistico[3].

Le pagine sono indicate con r = recto o fronte e v = verso o retro.

Calendario

f1v-f7r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, 12 miniature dei mesi nel calendario.

Preghiera al Santo volto di Cristo

f8v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La via al Calvario e S. Veronica con il Sudario.

f9r: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Cristo in maestà.

Orari settimanali

Domenica e Messa della Trinità

f10v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La Sacra Trinità in trono

f11r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Abramo e i tre angeli

Lunedì della morte e Messa da Requiem

f21v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La festa del ricco eupulone

f22r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, L’anima di Lazzaro è presa in seno ad Abramo

Martedì e Messa dello Spirito Santo

f31v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Pentecoste

f32r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Elia prega Dio per aver mandato il fuoco celeste

Mercoledì e Messa di Tutti i Santi

f39v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Martiri e Santi (maschi) adorano l’Agnello di Dio

f40r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Martiri e Sante (donne) adorano l’Agnello di Dio

Giovedì e Messa del Santissimo Sacramento

f48v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Processione per corpo di Cristo

f49r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Gli Israeliti raccolgono la manna dal Cielo

Venerdì e Messa della Passione del Signore

f56v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La Crocifissione

f57r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Mosè e il serpente di bronzo

Sabato e Messa della Santa Vergine

f64v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Vergine in trono con Bambino

f65r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, L’albero di Jesse

Estratto dal Vangelo di Giovanni

f83v: Maestro della Bibbia di Lubecca, San Giovanni su Patmos

f84r: Maestro della Bibbia di Lubecca, Decorazione del margine con scene della vita di San Giovanni

Estratto dal Vangelo di Luca

f85v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Luca Evangelista

Estratto dal Vangelo di Matteo

f87v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Matteo Evangelista

Estratto dal Vangelo di Marco

f89v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Marco Evangelista

Piccolo Ufficio della Madonna: liturgia delle Ore

Mattutino

f92v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, L’Annunciazione

f93r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Scene della vita di Gedeone e di Mosè e il roveto ardente

Lodi

f109v: Maestro del libro di preghiere di Dresda, La Visitazione

f110r: Maestro del libro di preghiere di Dresda, Cristo davanti Annas

Prima

f119v: Maestro del libro di preghiere di Dresda, La Natività

f120r: Maestro del libro di preghiere di Dresda, Cristo davanti Caifa

Terzo

f125v: Maestro dei libri di preghiere intorno al 1500, Adorazione dei pastori

f126r: Maestro dei libri di preghiere intorno al 1500, Cristo davanti a Pilato

Sesta

f130v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, L’Adorazione dei Magi

f131r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La flagellazione

Nona

f135v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La presentazione al tempio

f136r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Ecce Homo

Vespro

f140v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Il massacro degli Innocenti

f141r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La via al Calvario

Compieta

f148v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, L’assunzione della Vergine

f149r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La crocifissione

Preghiere a Maria

f153v: Maestro della Bibbia di Lubecca, L’incoronazione della Vergine

Salmi e litanie di Tutti i Santi

f165v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, L’ultimo giudizio

f166r: Maestro della Bibbia di Lubecca, David in preghiera

f166v: Sconosciuto, Saul che manda a chiamare David, a base di page

f167r: Sconosciuto, David prima di Saul e David suona l’arpa, a base di page

f167v: Sconosciuto, David e Golia, a base di page

f168r: Sconosciuto, David con la testa di Golia, a base di page

168v: Sconosciuto, Saul ordina di uccidere David, a base di page

169r: Sconosciuto, David e Jonathan, a base di page

f169v: Sconosciuto, David si difende, a base di page

f170r: Sconosciuto, Saul ordina Achimelech, a base di page

f170v: Sconosciuto, David solleva la città di Keila, a base di page

f171r: Sconosciuto, David rende omaggio a Saul, a base di page

f171v: Sconosciuto, Davide con la lancia e la coppa di Saul, a base di page

f172r: Sconosciuto, L’incendio della città di Sikeleg, a base di page

f172v: Sconosciuto, Battaglia di Filistei contro Israele, a base di page

Ufficio dei morti

f184v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Scena sul letto di morte

f185r: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Ufficio dei morti

Varie preghiere

f223v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Girolamo che legge

Suffragi

f239v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, La Vergine e il Bambino

f245v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, La Resurrezione

f247v: Maestro della Bibbia di Lubecca, La morte della Vergine

f248v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Michele Arcangelo

f249v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Giovanni Battista con l’Agnello di Dio su un libro

f250v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Santi Pietro e Paolo

f252r: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Sant’Andrea

f252v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Giacomo come un pellegrino

f253v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Santo Stefano

f254v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Sebastiano

f255v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, San Cristoforo prende in braccio Cristo bambino

f256v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, San Giuliano

f257v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Tutti i Santi

f258v: Maestro della Bibbia di Lubecca, San Francesco riceve le stimmate

f259v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Sant’Antonio da Padova

f260v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, San Domenico

f261v: Maestro della Bibbia di Lubecca, San Nicola salva tre bambini

f262v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, Santi Confessori

f263v: Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout, La Vergine, il Bambino e Sant’Anna

f264v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Maria Maddalena con un libro e un vaso d’unguento

f265v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Santa Caterina con la spada e un libro

f266v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Santa Barbara con la torre

f267v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Santa Clara con l’ostensorio

f268v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Santa Elisabetta

f269v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Sante Donne

f270v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Ognissanti

Le preghiere di indulgenza del Santo Gregorio

f272v: Maestro della Bibbia di Lubecca, La Messa di San Gregorio

Varie preghiere

f276v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Predicazione di Giovanni Battista con Cristo e i suoi apostoli

f290v: Maestro del primo libro di preghiere di Massimiliano o Alexander Bening, Papa Leone X.

Il Libro delle Ore Spinola si apre con un calendario per tutto l’anno come consuetudine per questi testi. Nelle pagine vengono raffigurati i mesi con le relative attività agricole e della vita umana. I calendari dei libri delle ore sono remoti discendenti del Calendario del 354, il più antico illustrato che si conosca[4].
Segue la suddivisione settimanale con le relative messe e celebrazioni poi estratti dei Vangeli per i quattro Evangelisti.
Il nucleo centrale e principale del libro è costituto dalle “Ore della Vergine o di Maria”. Esse sono suddivise secondo la partitura delle “Ore canoniche” in mattutino, lodi, prima, terzo, sesta, nona, vespro e compieta e per ognuna di esse vi è una rappresentazione della vita della Vergine: l’Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l’Adorazione dei pastori, l’Adorazione dei Re Magi, la presentazione al tempio, il massacro degli Innocenti e l’Assunzione della Vergine.
Le “Ore della Vergine” sono il cuore del manoscritto e furono probabilmente le prime ad essere state rappresentate sebbene, proprio per la loro importanza e centralità, furono poi riassegnate al Maestro di Giacomo IV o Gerard Horenbout per la sua bravura e per una maggiore resa artistica. Le prime miniature furono dipinte dal Maestro del libro di preghiere di Dresda (le Lodi e la Prima) e dal Maestro dei libri di preghiere del 1500 circa (Terzo), figure buone, ma convenzionali. Il Mattutino e dalla Sesta in poi sono invece opera di Horenbout e sono rappresentazioni di elevata finezza e pregevolezza[5].
Dopo le Ore della Vergine ci sono i Salmi con le loro litanie di accompagnamento. Essi conducono logicamente all’Ufficio della morte. Il libro si conclude con molte preghiere corte e letture, una lunga serie di memorie e suffragi, i suffragi ai Santi e preghiere per uso privato, prima e dopo la Messa.
Si nota che vi sono molte immagini doppie o parallele, ossia, poste su due pagine vicine. Sono scene che sembrerebbero avere una logica ed una corrispondenza religiosa, per esempio, nelle Ore settimanali, alla celebrazione della domenica che onora la Trinità, alla rappresentazione de “La Sacra Trinità in trono” fa da contraltare, sull’altra pagina, quella di “Abramo e i tre angeli”. La prima è la raffigurazione pittorica di uno dei fondamenti della dottrina cristiana, la seconda è una scena della Genesi dell’Antico Testamento, ossia, nuovo ed antico convivono[6].
La descrizione completa di queste miniature richiederebbe una pubblicazione a sé, visto anche il loro numero, comunque si darà vita alla narrazione di alcune di queste bellissime illustrazioni.
La pagina del mese di gennaio del calendario presenta un testo limitato collocato nella parte medio alta del foglio, spostato sulla destra. Esso è disposto su due colonne ed usa il classico carattere gotico. Sono ricordati i nomi dei Santi del giorno ed alcuni sono in rosso per distinguerli quali ricorrenze o festività. Dagli appellativi trascritti si evince l’origine nordica del manoscritto così come dalle ambientazioni sceniche tipicamente fiamminghe. La parte bassa della pagina è occupata dall’illustrazione principale, limitata in un rettangolo perfettamente allineato col testo soprastante. La scena di gennaio è divisa in due atti: la prima parte illustra l’interno di una casa ove, in un singolo ambiente è racchiuso pressoché tutto, dalla camera da letto, al soggiorno, alla cucina. Questa piccola realtà è abitata da una donna che apparecchia tavola e da un uomo seduto vicino ad un grande caminetto mentre si scalda mani e piedi vicino al fuoco. Egli è in compagnia di un gatto e vicino al focolare si trova anche una brocca, molto probabilmente atta a contenere dell’acqua che si riscalda naturalmente. La seconda parte dell’illustrazione mostra l’ambito esterno. Esso è separato dall’interno da uno spasso muro e l’osservatore vede le scene come se fossero presentate in sezione longitudinale. All’esterno c’è la neve e l’uomo che prima era vicino al fuoco si trova ora in piedi nel cortile innevato. Egli è vestito pesantemente ed indossa un lungo soprabito con una mantella rossa sulle spalle. Ha cappello, sciarpa e dei calzari alti o stivali, inoltre, ha le mani giunte e coperte dalle maniche del soprabito. Le chiome degli alberi, oltre il muro, sono spoglie e tutto sembra immobile e calato nel silenzio dell’inverno.

I dettagli sono minuziosi e particolareggiati nel solco della pura tradizione fiamminga, di cui si ricorda il famosissimo “Ritratto dei coniugi Arnolfini” (1434) di Jan Van Eyck.

Nell’angolo in basso della pagina di gennaio non poteva mancare la raffigurazione del segno zodiacale, in questo caso, l’Acquario, salendo in verticale, lungo il bordo, tre tondi con scene religiose legate al mese in questione, infine, nella parte superiore della pagina, ancora una cornice dove sono illustrati i giochi dei bambini che ancora adesso sono da identificare[7]. La pagina è molto ben organizzata e lo spazio è armonicamente bilanciato tra testo e miniature. Intorno alla scrittura si sviluppano le illustrazioni perfettamente inserite in cornici che sembrano lignee piuttosto che semplicemente dipinte e bidimensionali. Tutti i mesi hanno la stessa impostazione spaziale della pagina, ma ovviamente cambiano i soggetti delle scene.

Marzo ha un unico episodio all’aperto e vede una giovane coppia di nobili nel loro giardino e orto accompagnati da tre uomini o servitori intenti ai lavori agricoli. La coppia sembra parlare. Lui è in piedi ed è rivolto verso di lei che siede a terra e tiene in braccio un animaletto domestico, forse, un ermellino. Entrambe hanno un abbigliamento elegante e consono alla stagione ancora fresca. Un bracciante è intento a vangare la terra, l’altro, stanco, si riposa un momento portando una mano alla fronte, forse, per asciugare il sudore. Il terzo, più lontano, è proteso a legare qualche rampicante ad un pergolato arcuato. Si vedono le prime foglie agli alberelli appena messi a dimora dai lavoratori agricoli. Sullo sfondo appare un castello circondato da un fossato pieno d’acqua su cui nuotano cigni e galleggia una imbarcazione. L’accesso al castello avviene tramite un ponte o pontile in legno che collega l’edificio alla riva opposta dove si sta svolgendo la scena. La natura è la protagonista assoluta e scandisce i ritmi della vita. Si afferma una concezione del tempo medievale in cui l’uomo viveva in stretta simbiosi e dipendenza con i cicli stagionali. Nell’angolo in basso è raffigurato il segno zodiacale di marzo, l’Ariete e nel solo ed unico tondo soprastante è illustrata la discesa dello Spirito Santo. In alto, nel bordo, sono raffigurati altri giochi per bambini, si ipotizza, anch’essi legati alla stagionalità.

Nel mese di luglio siamo in aperta campagna e diverse figure di uomini e donne partecipano al taglio dell’erba o, meglio, del fieno. Ci sono due uomini in primo piano con la falce intenti al lavoro, mentre, un poco più distaccati, altri due lo raccolgono per caricarlo sul carro ora fermo, ma trainato da una coppia di cavalli. Sullo sfondo due donne: una sta portando una cesta sulla testa e ha una brocca in mano, probabilmente, sono vivande ed acqua per i braccianti, l’altra, sembra rastrellare quanto tagliato dagli uomini. La campagna è verde, lussureggiante e tutti partecipano alla fienagione. Nell’angolo in basso c’è il segno zodiacale del leone, sopra, tre tondi con scene religiose e nella cornice in alto sempre giochi giovanili.

Andando oltre, al Mattutino delle Ore della Vergine, c’è la bellissima Annunciazione. La pagina è organizzata in modo veramente originale poiché l’immagine in primo piano, ossia, la scena dell’Annunciazione, è portata ad emergere dal contesto di sfondo come se fosse ritagliata, ma anche ingrandita in una sorta di visione attraverso un’immaginaria lente di ingrandimento e non solo, essa è ulteriormente complicata o arricchita dall’utilizzo della sezione longitudinale che permette all’osservatore di entrare dentro le mura di casa della Vergine, di vedere attraverso il costruito, quasi di “spiare” una scena così intima. E’ sicuramente un gioco molto articolato e studiato, tanto da sorprendere chi osserva. Il pittore utilizza dunque tre diversi livelli o piani spaziali: il primo, lo sfondo, rappresenta l’esterno della “casa” di Maria. Il secondo livello è dato dal riquadro con cornice che l’artista utilizza per separare in una “bolla”, forse, anche per enfatizzare, l’immagine dell’Annunciazione. Il terzo ed ultimo è l’interno della “casa” o cuore della scena. Nel primo, all’esterno, nella parte bassa della pagina, si vedono due angeli intenti a raccogliere dei gigli dal giardino di casa di Maria, fiore per eccellenza donatole dall’Angelo. Segue, sul bordo dell’immagine, la scala di accesso all’abitazione che conduce alla porta. Sull’uscio sono raffigurati angeli visti di spalle con le loro ali che si affollano quale corteo di accompagnamento di Gabriele. La casa non è una semplice abitazione, ma un edificio in stile gotico e appare piuttosto come una piccola basilica a pianta centrale ottagonale.
Il secondo piano spaziale si distingue nettamente dallo sfondo per la cornice che il pittore interpone tra essi. All’interno della cornice, oltre a comparire l’immagine ingrandita della struttura gotica dell’edificio, vi è anche un cartiglio scritto, un piccolo testo di tre righe in carattere gotico.
Il terzo ed ultimo piano spaziale è la vera scena dell’Annunciazione che si svolge all’interno dell’edificio. I dettagli sono assolutamente fini e ricercati, per esempio, il drappeggio del manto blu lapislazzulo della veste di Maria, il ricchissimo coprispalle ricamato in oro su fondo verde smeraldo dell’Arcangelo Gabriele, la corona e lo scettro che egli indossa, la composizione dell’altare sullo sfondo o, ancora, le fughe delle piastrelle del pavimento in costruzione geometrica. I particolari sono moltissimi ed ognuno può divertirsi a scoprirli.
Concludendo: la composizione messa in atto da Gerard Horenbout è molto complessa e studiata, ben lungi dall’essere “semplice”, inoltre è raffinatamente dettagliata e curata nelle minuzie. Altra cosa che emerge inequivocabile da questa illustrazione è la ricerca della tridimensionalità. Questa caratteristica si trova in molte altre miniature del libro Spinola. Perciò si può dire che gli artisti convolti nell’opera hanno provato in diversi modi ad ottenere la spazialità delle immagini sebbene all’epoca ancora non si conoscessero le regole della prospettiva[8]. Essi hanno tentato, soprattutto attraverso l’uso delle cornici, di giocare sullo spazio, rendendo alcune pitture dei laboratori di sperimentazione tra realtà ed illusione con effetti unici nei Libri d’Ore[9], come poc’anzi si è visto per l’Annunciazione.
Mi pare doveroso, dopo queste brevi descrizioni, citare alcune delle opere più famose e conosciute, ma non per questo più pregevoli di quelle del Libro d’Ore Spinola.
In merito al Calendario si ricordano le famosissime opere dei fratelli Limburg ne’ Les Très riches heures du Duc de Berry, testo che si ritroverà nel proseguo di questa analisi poiché legato per sorte al Libro d’Ore Spinola, mentre, per l’Annunciazione, si ricorda quella celebre del pittore fiammingo Robert Campin, quella di Jan Van Eyck, di Barthélémy d’Eyck, ma anche quella di Giusto di Ravensburg presso il chiostro di Santa Maria di Castello a Genova.
Un’altra caratteristica che emerge nello sfogliare questo prestigioso manoscritto è l’uso di un particolare bordo decorativo che circonda la parte scritta. Sono davvero tante le pagine che presentano questa fascia, tra cui quelle dei Suffragi ai Santi, ma non solo. La caratteristica che la rende unica rispetto ad altri libri d’Ore è la sua larghezza rispetto al testo. Si tratta perciò di un “fascione” che circonda lo scritto, ossia, vi è una prevalenza della parte decorativa in proporzione alla parola. Questa bordatura è realizzata in quello che è stato definito “stile di Gand-Bruges”[10], derivato della “scuola di Gand-Bruges”. E’ facile intuire che si tratta di un termine posteriore, creato dagli storici dell’arte per identificare generalmente sia detto stile pittorico, sia le località dove questo modus è nato e si è sviluppato[11]. Esso consiste in uno sfondo neutro a tinta unita su cui sono dipinti soprattutto fiori e, a volte, frutti di bosco con insetti come farfalle o mosche, o animali come lumache e uccellini. Tutto rappresentato in modo estremamente realistico e naturalistico.
Fino ad ora si è parlato delle caratteristiche intrinseche di questo manoscritto, ma esso presenta anche caratteristiche estrinseche. E’ immediatamente riconoscibile poiché ha dimensioni maggiori rispetto ai consueti libri d’Ore e questa peculiarità lo rende implicitamente di maggior valore. I bordi del libro, o per usare la nomenclatura specifica, i “tagli” del libro, sono decorati con la tecnica gauffered[12] che indicano, una volta di più, il suo altissimo pregio[13]. Il volume ha poi una copertina di pelle colore rosso scuro o bordeaux di fattura italiana e risalente al XVIII secolo. Essa ha impresso centralmente lo stemma della famiglia Spinola e i bordi sono decorati con una piccola fascia a girali d’acanto. Entrambi, scudo gentilizio e bordatura, sono impressi in oro[14]. Perciò la copertina fa parte di un’altra epoca e di un altro mondo, cosa che si spiegherà nel proseguo.

[1] Op. cit. p. 544.

[2] Massimiliano I d’Asburgo, padre di Margherita d’Asburgo.

[3] Op. cit. p. 545.

[4] Op. cit. p. 522.

[5] Op. cit. p. 547.

[6] Op. cit. p. 535.

[7] Op. cit. p. 522.

[8] In verità, l’invenzione della prospettiva centrale risale al 1416 ad opera di Filippo Brunelleschi. Fu poi teorizzata per iscritto da Leon Battista Alberti nel suo “De pictura” (1434-1436). Perciò la prospettiva era già nota all’epoca della realizzazione del Libro d’Ore Spinola, ma bisogna considerare che questa teoria arrivò nei paesi nordici solo in seguito, inoltre gli artisti fiamminghi non sempre la abbracciarono o desiderarono adottarla.

[9] Op. cit. p. 539.

[10] Op. cit. p. 540.

[11] Il termine fu usato per la prima volta nel 1891 dallo storico dell’arte belga Joseph Destrée, nel suo articolo Recherches sur les elumineurs flamands, e più tardi nello stesso anno dallo storico dell’arte francese Paul Durrieu; in seguito è stato utilizzato dallo storico dell’arte tedesco Friedrich Winkler nella sua panoramica dei manoscritti miniati fiamminghi del XV e XVI secolo. Janet Backhouse ha descritto la scuola di Gand-Bruges come “uno degli ultimi grandi stili di miniatura”. Da wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Ghent-Bruges_school

[12] I bordi gauffered sono realizzati con una tecnica chiamata pointillé. Si utilizza un piccolo strumento di finitura a testa rotonda con cui si imprimono ripetuti piccoli punti che costituiscono un motivo più grande, in genere, geometrico a mo’ di greca. Vedi sito della Saint Louis Univerity: https://pius.slu.edu/special-collections-exhibits/exhibits/show/binder-s-art/gauffered-edges

[13] Op. cit. p. 515.

[14] Op. cit. p. 514.

Bibliografia

Le informazioni sono tratte da: Christopher de Hamel, Meetings with Remarkable Manuscipts, Allen Lane, 2016, in particolare Chapter twelve, pp. 508-565 e pp. 606-610; sito del Getty Museum: https://www.getty.edu/art/collection/object/103RVJ#full-artwork-details ; sito di italiawiki: https://italiawiki.com/pages/libro-d-ore/spinola-libro-d-ore-descrizione-codicologica-contenuto-cliente.html .