L’antico palazzo di villa della famiglia Baliano era costituito da un edificio costruito verso la fine del XVI secolo, che, dalla tipica forma a parallelepipedo, si sviluppava su diversi livelli.
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L’antico palazzo di villa della famiglia Baliano era costituito da un edificio costruito verso la fine del XVI secolo, che, dalla tipica forma a parallelepipedo, si sviluppava su sei livelli: cantine/stalle, piano terra sopraelevato, mezzanino, piano nobile e mezzanino sottotetto. Una scala palladiana posta all’esterno del palazzo, collegava il piano strada al portone d’ingresso e quindi al piano terra dell’edificio. La scenografica doppia scala esterna era racchiusa entro un piccolo cortile cintato da pilastri in pietra e mattoni, collegati fra loro con grate di ferro. Il palazzo era circondato da terreni coltivati, in particolare vigneti per la produzione e la vendita di vino.
Il testo è liberamente tratto con il permesso dell’autore da un articolo del Dr Armando Di Raimondo “Il palazzo di villa di Gio. Batta Baliano a Genova. L’eredità del Doge Bernardo Clavarezza” su http://www.iisl.genova.it/mwa/content/structured/10/11/attachments/Villa%20Baliano.pdf
Via Baliano, un vicolo della zona di Carignano che ancora oggi raccorda Corso Andrea Podestà con Piazza San Leonardo, un tempo era una creuza di campagna, stretta fra antiche mura, che segnava il confine tra la proprietà dei Baliano e quella del monastero di San Leonardo ( oggi caserma Andrea Doria ).
STORIA DELLA PROPRIETA’
Proprietà Clavarezza
La costruzione della villa si deve a Pomellina Campanaro, assistita dal figlio e futuro Doge Bernardo Clavarezza, la quale nel 1588, già avendo una residenza rurale in Carignano, decise di farne costruire un’altra più consona alle esigenze di rappresentanza. La villa passò alla morte della madre al figlio Bernardo Clavarezza che morì nel 1627 nominando suo erede universale il nipote Gio Batta Baliano, figlio della sorella Francesca.
Proprietà Baliano
La proprietà Baliano continuò fino a Barbara, unica figlia di Carlo Baliano. Barbara si sposò nel 1716 con Vincenzo Spinola figlio di Domenico del ramo di San Luca. Dal matrimonio nacque nel 1717 Domenico, unico figlio della coppia. Domenico a sua volta sposò la nobildonna Benedetta Serra, il cui unico figlio venne chiamato Vincenzo come il nonno. Barbara rimase vedova per la prematura morte del marito Vincenzo Spinola avvenuta nel febbraio del 1743 che seguì l’altrettanto prematura scomparsa del figlio Domenico deceduto a Novi Ligure il 12 dicembre 1753, quando Vincenzo aveva poco più di un anno. Nel 1755 la madre di Barbara, Antonia Veneroso, era ancora in vita. Ella mise ordine nell’asse ereditario Baliano, nominando erede la figlia Barbara ed istituendo un fedecommesso a beneficio del bisnipote Vincenzo, figlio del defunto Domenico Spinola e Benedetta Serra.
Proprietà Spinola
Dopo la morte di Antonia Veneroso e Barbara Baliano, Vincenzo Spinola ancora bambino ereditò l’impero immobiliare della famiglia Baliano tra cui il “palazzo di villa” in Carignano. Alla morte di Vincenzo, non avendo eredi diretti, il suo patrimonio venne ereditato dai cugini Serra.
Proprietà Serra
nel 1852 Marina Serra, figlia illegittima poi riconosciuta del marchese Gio Batta Serra, sposò in seconde nozze Gio Batta Spinola, figlio di Ippolito. Dal Matrimonio nacque un figlio, Ippolitino. Alla morte del marchese Serra per sua volontà testamentaria, il patrimonio passò alla figlia del primo matrimonio di Marina, Francisca Maria Arcangela Aicardi. Nel 1863 Francisca decise di vendere la proprietà di Carignano a Tomaso Repetto, facoltoso commerciante, da cui cominciò la lottizzazione della proprietà.
Proprietà Spinola
nel 1864 Cristoforo Raimondo Spinola, figlio di Agostino q. Cristoforo Vincenzo e Camilla de Berenger, acquistò un grosso lotto della proprietà, comprendente l’antico palazzo Baliano ed una parte del giardino. Gli ultimi piccoli lotti del latifondo Baliano vennero acquistati da Anna Spinola di Tassarolo figlia di Massimiliano Spinola l’entomologo, moglie di Cristoforo Raimondo, tra il 1868 ed il 1870. Cristoforo Raimondo morì nel 1866 ed Anna Spinola rimase unica proprietaria dell’antico palazzo Baliano di Carignano. Anna Spinola morì nel 1871 nominando, non avendo avuto discendenti diretti, eredi universali i figli dei suoi fratelli Cristoforo, Massimiliano e Bendinelli. L’unico dei tre fratelli ad aver avuto discendenti fu Bendinelli. Bendinelli morì ab intestato nel 1886 ed i figli Paolo, Anna, Massimiliano e Giacomo insieme alla vedova Teresa Centurione divisero l’eredità del 1891. Il palazzo di Carignano venne assegnato ai due fratelli Paolo e Massimiliano Spinola di Tassarolo. Dopo la morte di Paolo, il palazzo rimase nel patrimonio di Massimiliano ed alla sua morte passò in comproprietà ai sei figli di Massimiliano. In seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale il palazzo subì gravi danni, nel 1950 gli eredi di Massimiliano decisero di venderlo alla società immobiliare “Andrea Podestà”. Nel 1951 il Ministero dei Lavori Pubblici autorizzò la costruzione di un nuovo edificio sull’area del palazzo e dell’adiacente giardino che vennero cancellati per far posto all’attuale imponente edificio di Corso Andrea Podestà n 9.
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