XVII secolo

Non si conoscono data di nascita e morte.
Il padre calzolaio volle che esercitasse la sua stessa professione. Convinto in seguito dall’abilità del figlio nell’arte della scultura del legno, decise di affidarlo a Domenico Bissoni.
Bissoni iniziò a impiegarlo nelle opere in lavorazione nella propria bottega, facendogli «abbozzar qualche figurina» fino a utilizzarlo «a’ finimenti di figure et altri lavori di consideratione» (Soprani, 1674, p. 192). Continuando «per qualche tempo ad operare in tal guisa» nell’officina bissonesca, giunsero a tal punto fama e commissioni che, «con buona licenza del maestro», Poggio, nel frattempo divenuto «ben esperto nel disegno, nel modellare e nel maneggiare degli scarpelli» (Soprani – Ratti, 1768, p. 362), aprì uno studio in proprio.
Al termine della biografia, Soprani ricordò il trasferimento in Spagna, «chiamato colà per essercitare la sua virtù», e la permanenza di due anni, terminata con la morte improvvisa in «immatura età»

Liberamente tratto da https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-antonio-poggio_%28Dizionario-Biografico%29/